Il Tirreno

Versilia

TORRE DEL LAGO 

Lo studio, le camere da letto: villa Puccini ora è visitabile com’era ai tempi del Maestro

Simone Pierotti
Lo studio, le camere da letto: villa Puccini ora è visitabile com’era ai tempi del Maestro

Si realizza a Torre del Lago il sogno di Simonetta, nipote del compositore: la dimora-museo è tutta a disposizione dei turisti

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. C’è una graziosa camera da letto con i mobili in acero e il pavimento rivestito di linoleum acquistato addirittura a Detroit. C’è un luminoso ed elegante studio con uno scrittoio e un quadro raffigurante il Massaciuccoli. E c’è (anche) un’altra stanza da letto da cui si gode un’invidiabile panoramica del lago stesso. Da oggi le sette meraviglie – tanti sono i vani – del primo piano della villa-museo di Giacomo Puccini a Torre del Lago sono accessibili al pubblico: i delicati lavori di restauro sono terminati, la dimora del Maestro torna così a risplendere. È l’epilogo più bello di un percorso iniziato ormai quattro anni fa, quando Simonetta Puccini, nipote e ultima erede del grande compositore, fece ripristinare il tetto, la facciata e la camera da letto dove dormivano nonno Giacomo e nonna Elvira. Proprio oggi avrebbe compiuto novant’anni, Simonetta. Impossibile non pensare a lei nel tardo pomeriggio di venerdì al momento del taglio del nastro fatto dall’assessore alla cultura Sandra Mei e da Giovanni Godi, presidente della Fondazione Simonetta Puccini che porta avanti la gestione dei beni ereditati.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.33399802:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.33399802:1652442855/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]


«Il piano superiore della villa è stato sempre chiuso, usato perlopiù come ricovero dei mobili provenienti dalle varie residenze del Maestro – spiega Godi – il figlio Antonio, sapendo di essere in possesso di preziosi cimeli, cercò di conservarli». Uno sforzo tutt’altro che vano: «Dentro i bauli abbiamo trovato delle grandi sorprese – prosegue Godi – la biancheria, gli ombrelli da passeggio, le mantovane delle finestre, le tendine… La riapertura del piano superiore è merito di tutti: dai consiglieri della Fondazione alla direttrice della villa-museo Patrizia Mavilla e alla vice Irene Orlandi c’è stato un notevole contributo. Mi preme poi ringraziare la ditta Marco Pinna di Parma per il restauro delle pitture murali, la tappezzeria di Bruno Massimiliano Tani per quello dei tessuti e il Centro restauro ligneo di Michele Paoletti per aver risistemato gli arredi».

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.33399801:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.33399801:1652442855/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Lavori effettuati “magistralmente”, sempre secondo Godi, che restituiscono così a Viareggio nella sua interezza la “casa delle emozioni”, come l’ha definita l’assessore Mei. «Entrare oggi nell’intimità del Maestro è una grande opportunità, che va ad ampliare il circuito museale cittadino – sono le parole di Mei – Simonetta è stata non solo custode della memoria del celebre nonno, ma anche dei suoi oggetti: se oggi i visitatori potranno ammirare tutti questi tesori è grazie a lei». Il prossimo passo è l’apertura dell’edificio di fianco alla villa che ospiterà gli uffici, un auditorium per 100 persone, una foresteria, un giardino interno per mostre e manifestazioni e una bella sala di consultazione del vastissimo archivio che farà felici gli studiosi del Maestro. —

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa