Sicurezza
Plastica addio, dal 21 giugno scatta l’ordinanza. Ma è già caos
Nei bagni, nei bar e nei ristoranti consentito solo l’utilizzo di stoviglie e contenitori in polpa di cellulosa biodegradabile
Conto alla rovescia per l’addio alla plastica usa e getta su tutto il territorio del comune di Viareggio, per quanto riguarda l’utilizzo di stoviglie, posate, bicchieri, contenitori per il cibo in ristoranti, bar, pub, gelaterie, stabilimenti balneari, rosticcerie, negozi di generi alimentari, supermercati. Scatterà il 21 giugno - così l’intenzione dell’amministrazione comunale, con l’assessore Federico Pierucci che alla stesura si sta dedicando - l’ordinanza che impone l’utilizzo unicamente di oggetti in polpa di cellulosa, materiale biodegradabile e compostabile (si smaltisce nell’organico) che si ricava da scarti di lavorazione di piante a ricrescita veloce, in particolar modo canna da zucchero, bamboo o paglia, e resiste fino a una temperatura massima di 100 gradi centigradi.
I titolari delle attività commerciali attendono il provvedimento e già in molti stanno ordinando quanto necessario all’attività nel nuovo materiale. Che qualche problema lo pone, sottolinea Roberto Vannozzi, titolare insieme al fratello Galliano dell’omonima gelateria in Passeggiata, e presidente del Consorzio della stessa Passeggiata: «Un esempio per tutti», spiega al Tirreno, «è quello dei coperchi per i bicchierini destinate all’asporto di bevande calde, prima fra tutte il caffé. I coperchi non sono in polpa di cellulosa, ma in Pla, che è biodegradabile ma non compostabile. E va, dunque, smaltito insieme alla plastica».
Plastica che rimane consentita, inevitabilmente, per tutto ciò che è in bottiglia. Entro il 2025 la recente direttiva europea prevede che il 25% delle bottiglie sia composto da materiali riciclati, quota che salirà al 30% entro il 2030.
Tra i commercianti più giovani e più sensibili c’è chi si sta già organizzando anche sul fronte della lotta alle bottigliette: al bar “The Club”, in Darsena, Omar Bertolucci mostra al cronista l’acqua in lattina. Che costa di più (ma Bertolucci ha lasciato il prezzo invariato rispetto alla bottiglietta) e contiene meno liquido. «Sto anche verificando se potrò utilizzare le cannucce in bamboo per i drink, perché per l’ambiente ci dobbiamo tutti dare da fare», spiega il titolare del locale frequentato da molti giovani viareggini: «Devo capire - aggiunge Bertolucci - se vanno in lavastoviglie e fino a quanti gradi». Perché poi c’è da vedersela anche con tutte le normative relative all’igiene.
In polpa di cellulosa - sottolinea Vannozzi - non si fabbricano neppure le posate: «Dovremo ripiegare sul legno che non è così resistente come la plastica o, appunto, il Pla».
Per Sea Ambiente, il dirigente Massimiliano Bergamini, prende atto delle richieste dei commercianti in merito all’inserimento nell’ordinanza anche del Pla, per non ritrovarsi in situazioni difficile da gestire: «Per quanto riguarda i coperchi dei bicchierini lo faremo presenta all’assessore», è l’impegno di Bergamini. Che aggiunge: «E comunque l’amministrazione comunale sta già facendo incontri con i commercianti. Mentre dal canto nostro formeremo gli operatori affinché si abituino ai nuovi materiali che troveranno smaltiti».
Tra coloro che si ritrovano a cambiamenti radicali per l’ordinanza in arrivo ci sono anche rosticcerie, alimentari e tutti coloro che servono cibo da asporto. I macchinari per sigillare con il “film” di plastica i contenitori non sono adatti ai nuovi materiali per l’analogo utilizzo. —
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