Muore sul cavalcavia Barsacchi mentre torna a casa con la spesa
La donna percorreva la strada portando a mano la sua bicicletta diretta al Marco Polo quando è stata travolta da un’auto
Quando il rumore dell’elisoccorso Pegaso si leva dal campo sotto il cavalcavia Barsacchi gli uomini della polizia municipale trattengono il fiato. Ma la speranza che Rachele Marin, 81 anni, investita poco prima sullo stesso cavalcavia, possa essere ancora viva dura un attimo: il grosso elicottero giallo imbocca la rotta che lo riporta al punto di partenza, l’aeroporto del Cinquale. A quel punto è chiaro che per l’anziana donna la vita è finita in un normale mercoledì di un maggio senza primavera, denso di faccende quotidiane da sbrigare come testimonia quel sacchetto del pane volato giù dal cavalcavia.
È giorno di mercato alla Migliarina. Sono circa le 10,30 del mattino. La donna, con alcuni sacchetti sulla bicicletta, percorre il cavalcavia Barsacchi in direzione via Aurelia, diretta al Marco Polo. La chiazza di sangue lasciata sull’asfalto in seguito all’incidente è ad un passo dal marciapiede dello stesso cavalcavia. Starà alla polizia municipale - sul posto la squadra del maggiore Lorenzo Amati, tutti molto esperti di incidentistica stradale - appurare se la signora Marin camminasse o meno sul marciapiede. Fatto sta che la donna non era in sella alla due ruote, ma portava la bicicletta a mano.
La prima testimonianza resa da chi guidava l’auto investitrice - una ragazza di 26 anni - è quella di chi racconta di essersi visto donna e bicicletta davanti all’improvviso. La macchina - una Lancia Ypsilon di colore bianco - mostra due colpiture: una sul davanti, in basso, all’altezza del fanale lato passeggero; e l’altra, sul parabrezza stesso lato , dove la donna - colta alla sprovvista dal mezzo che l’ha urtata da dietro - è andata a sbattere con il cranio. Come dimostrano i capelli rimasti ed i frammenti di pelle. Un colpo talmente forte da mandare in parte in frantumi lo stesso parabrezza.
Ai soccorritori intervenuti - sul posto, inviate dalla Centrale operativa del 118 che ha allertato anche l’elisoccorso Pegaso sono arrivate l'automedica Viareggio Sud e l'ambulanza della Croce Verde di Viareggio - la vittima dell’ennesimo incidente ai danni di un ciclista sulle strade cittadine è apparsa morta.
Le manovre rianimatorie, però, in un primo momento avevano lasciato uno spiraglio di speranza. Rachele Marin sembrava aver ripreso vita al momento in cui i soccorritori hanno deciso di provare a caricarla sul Pegaso. Ma è stato solo un momento, l’ultimo respiro di una donna che non era facile ad arrendersi. L’elicottero è ripartito vuoto e all’ambulanza non è rimasto che accompagnare il corpo senza vita all’obitorio dell’ospedale Versilia, mentre la Municipale provvedeva ad avvisare il magistrato di turno in Procura a Lucca.
Tra gli elementi da valutare nelle indagini - come dovuto in questi casi - ci sono sicuramente la velocità dell’auto e la presenza o meno di un’eventuale elemento che possa aver causato una distrazione della automobilista. Considerata anche la disposizione data dal procuratore capo Pietro Suchan che ha chiesto alle forze di polizia di tutta la provincia di verificare sempre, in caso di incidente stradale, se i guidatori dei mezzi coinvolti fossero per caso al cellulare al momento del fatto.
La morte della anziana ha suscitato grande impressione al Varignano dove la donna abitava, in via Pietro Della Lena, e dove era molto conosciuta come persona sempre disponibile. Ed anche battagliera.
Nel 2007 il Tirreno si era occupato del caso denunciato proprio da Rachele Marin che aveva ricevuto da Gaia, per tre mesi di consumi, una bolletta da 10.568 euro. La signora aveva voluto vederci chiaro ed aveva deciso di dare battaglia, assistita dall’associazione di tutela dei consumatori. —
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