Morto sul lavoro sono sei gli indagati
Chiusa l’inchiesta per la tragedia nel cantiere navale a Pisa dove perse la vita un operaio cascinese di trentanove anni
MASSAROSA. Chiusa l’inchiesta sulla morte in un cantiere navale di un saldatore di 39 anni avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 febbraio 2018. Il sostituto procuratore di Pisa Miriam Pamela Romano ha inviato l’avviso di conclusione delle indagini alle sei persone indagate per omicidio colposo in concorso subito dopo l’infortunio sul lavoro in cui perse la vita Alessandro Colombini. Due indagati, assistiti dal professor Enrico Marzaduri e dall’avvocato Riccardo Carloni, hanno chiesto di essere interrogati prima che il magistrato proceda alla richiesta di rinvio a giudizio. Avevano presentato anche memorie scritte per spiegare la loro posizione, ma non sono servite per uscire dall’inchiesta. Al centro delle contestazioni la gestione del ponteggio dal quale precipitò Colombini durante i lavori su uno yacht cantiere Seven Stars. Un volo di 14 metri che non gli lasciò scampo.
Restano indagati, al termine degli accertamenti della procura di Pisa e dopo aver acquisito consulenze tecniche e relazioni Asl, il titolare della Seven Stars, Davide Mugnaini, 55 anni, di Massarosa; Davide Piccolino Corsico, 61 anni, di Santa Margherita Ligure, responsabile dell’area tecnica dell’azienda; Alessandro Del Sarto, 50 anni, di Visignano, capobarca dello yacht in refitting; Gabriele Del Dotto, 45 anni, di Camaiore, responsabile della ditta di verniciatura; Giuliano Gallinari, 56 anni, di Arena Metato, titolare dell’azienda fornitrice del ponteggio; Michele Puccini, 47 anni, di Cascina, titolare della Mp Metal, alle cui dipendenze lavorava Colombini. Corsico e Mugnaini hanno chiesto di essere interrogati. La difesa dell’imprenditore vuole sottolineare l’assenza di responsabilità in forza di una delega specifica sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro. Un atto che, secondo il titolare della società, lo metterebbe al riparo da conseguenze penali in relazione alle presunte mancanze riscontrate nel corso delle indagini. Alla base dell’inchiesta non c’è solo la dinamica ma anche l’allestimento dell’impalcatura. Su quel ponteggio c’erano saldatori e verniciatori. Agli indagati viene imputata responsabilità oggettiva sul presunto mancato rispetto delle norme e l’informazione al personale circa la sicurezza sui luoghi di lavoro. Ma c’è anche chi era sul posto e ha coperto il buco tra una tavola e l’altra con il telo per proteggere il ponteggio dalla vernice. Lo scenario ipotizzato è che per non imbrattare le tavole dello yacht siano stati stesi dei teli di nylon. Il saldatore nello spostarsi potrebbe aver messo il piede in un punto in cui non c’era il pannello. —
Pietro Barghigiani
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