Sicurezza
Condanna definitiva e porte del carcere per Adriano Gemignani
Gemignani era già stato indagato dai carabinieri della Compagnia di Lucca nell’ambito dell’operazione antidroga denominata “No Parking”
VIAREGGIO. Nella mattinata di ieri, nel corso di uno specifico servizio predisposto ed eseguito dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Lucca, è stato rintracciato ed arrestato vicino al suo domicilio di Viareggio un cittadino italiano, di 74 anni, pregiudicato, poiché colpito da una ordinanza di carcerazione emessa dall’Ufficio esecuzioni penali della Procura di Lucca.. L’uomo - Adriano Gemignani - è stato condannato con sentenza definitiva in quanto ritenuto colpevole del reato di detenzione ai fini di spaccio commesso sul territorio lucchese tra dicembre 2001 e maggio 2002.
Gemignani, infatti, era già stato indagato dai carabinieri della Compagnia di Lucca nell’ambito dell’operazione antidroga denominata “No Parking” condotta dai militari dell’Arma nel 2002 e che aveva visto il coinvolgimento, oltre all’arrestato, di altre 8 persone, tutte ritenute responsabili del reato di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.
Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato portato in carcere di Lucca.
Nello stesso anno di riferimento dell’inchiesta dei carabinieri che oggi ha portato l’uomo a scontare la pena definitiva, Gemignani era stato arrestato a Pontedera con 153 grammi di eroina. L’anno successivo lo stesso Gemignani era finito tra gli arrestati dell'operazione antidroga «Butcher», scattata fra la Sicilia e la Turchia. Operazione nella quale le manette scattarono anche per Francesco Paolo Bontade, 29 anni, figlio del boss Stefano, assassinato del 1981 durante la prima «guerra di mafia». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
