Sicurezza
Centro per l’impiego della Versilia: in 26 rischiano il posto
La Regione entro fine giugno bandirà i primi concorsi per 709 addetti. La protesta: «Noi precari anche da vent’anni senza alcuna garanzia di restare»
«Scaricati... ancora una volta». Questo il sentimento dei 70 lavoratori dei Centri per l'impiego della provincia di Lucca - 26 dei quali al lavoro per la Versilia nella sede di Viareggio, in via Virgilio - dopo l'incontro avuto con l'assessore regionale Cristina Grieco ed i sindacati Cgil, Cisl, Uil. «Siamo operatori che da anni, talvolta anche 15-20, lavoriamo ai Centri, inquadrati nel tempo con le tipologie più diverse: incarichi a partita Iva, a collaborazione coordinata e continuativa, a progetto, dipendenti di cooperative in appalti di servizi. Per continuare a lavorare, con l'ultimo appalto del 2016, abbiamo dovuto dimostrare di avere migliaia di ore di esperienza, ed ogni nostro curriculum ha ottenuto la validazione regionale. Da decenni rendiamo operative le direttive regionali, applicando le procedure definite dalla Pubblica amministrazione di cui siamo tenuti a sottoscrivere gli atti di nostra competenza. Beffardamente consapevoli di poterci trovare disoccupati tra pochi mesi, siamo gli stessi che hanno contribuito a rendere il modello toscano un esempio virtuoso a livello nazionale e che stanno per ricevere i beneficiari del Reddito di cittadinanza».
Una situazione che si è venuta a creare - spiega una nota diffusa dai lavoratori della provincia di Lucca - «perché la Regione Toscana è intenzionata a bandire un concorso che non valorizzerà fin da subito la nostra esperienza. Tutto fa pensare ad una preselezione con numeri enormi di partecipanti, in cui le competenze trasversali acquisite ai Centri a niente varranno, vista la componente fortemente aleatoria di ogni prova preselettiva».
La Regione, nei giorni scorsi, ha sottoscritto un accordo con le organizzazioni sindacali per reclutare nuove risorse entro il prossimo triennio. Sono ben 709 i posti di lavoro da coprire, per i quali saranno attivati nuovi concorsi per coprire i posti disponibili entro il 2021. Le nuove assunzioni saranno effettuate dall’Agenzia regionale toscana per l’impiego (Arti), ossia l’Ente regionale per il lavoro.
I primi bandi dovrebbero uscire entro il 30 giugno: gli inserimenti previsti, 405 saranno effettuati - così il programma della Regione - entro il 2019, di cui 97 a tempo determinato ma con la prospettiva di trasformarsi in tempo indeterminato entro 3 anni. Altri 152 lavoratori saranno assunti nel 2020, mentre ulteriori 152 unità di personale saranno inserite nel 2021.
I lavoratori attualmente in forza ai Centri per l’impiego di dicono “sconcertati”, e aggiungono: «A pochi giorni dall'uscita del bando, la Regione ha manifestato solo buone intenzioni. Le rappresentanze dei lavoratori delle aziende di servizi che ad oggi collaborano nell'erogazione dei servizi pubblici presso i Centri per l’impiego, non sono state coinvolte in nessuna delle fasi di preparazione e trattativa».
La richiesta è che «si ponga subito rimedio a ciò e che ai tavoli tecnici siedano anche le rappresentanze dei “lavoratori in appalto”, finora esclusi. È fondamentale che nei documenti ufficiali, compreso il protocollo firmato da Regione e sindacato regionali il 15 maggio 2019, vengano previste azioni di salvaguardia occupazionale di tutti gli operatori ad oggi in forza presso i Centri per l'impiego, ovviamente in ottemperanza alla legge, ai contratti e in un'ottica di trasparenza. Adesso ci attendiamo solo una cosa: una forte volontà politica. Altrimenti, questo è indubbio, ci uniremo ai colleghi delle altre province per un'azione che, col supporto dei sindacati provinciali e dei giuslavoristi a cui ci siamo rivolti, andrà nella direzione di una controversia di grandi proporzioni».
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