Il Tirreno

Versilia

Ristretta a ottocento metri l’area da monitorare

Cesare Bonifazi
Ristretta a ottocento metri l’area da monitorare

I tecnici di Asl e Arpat al lavoro per misurare la quantità di sostanze inquinanti rilasciate dal materiale che è andato a fuoco. «La situazione è sotto controllo»

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Nel giorno dopo le fiamme, gli operai sono al lavoro per capire cosa si può salvare dell’incendio che ha bruciato venerdì nel primo pomeriggio un’imbarcazione davanti a un capannone in via del Brentino, nel Comune di Massarosa, al confine con Viareggio. La colonna di fumo da 200 metri era visibile da tutta la Versilia.

Ancora non è stata ricostruita l’esatta dinamica dell’incendio: se in un primo momento si pensava che le fiamme fossero scaturite dalla lavorazione fuori dal capannone, i proprietari della Marine Service affermano che le fiamme siano arrivate dall’esterno. Saranno gli inquirenti a chiarire questo dettaglio: al momento sarebbe da escludere il dolo. Le cause, secondo una prima ricostruzione, sembrano accidentali.

Nella giornata di ieri i tecnici di Asl e di Arpat hanno lavorato incessantemente per raccogliere campioni di foglie e di piante per capire quanta diossina sia stata sprigionata negli 800 metri intorno al luogo del rogo. Tuttavia, garantisce Arpat, la situazione è sotto controllo.

L’incendio, iniziato nel primo pomeriggio di venerdì, è stato spento dai vigili del fuoco intorno alle 17. A quell’ora infatti non rimaneva che un focolaio all’interno del capannone.

Sebbene di minore entità rispetto a come si pensava, l’incendio ha avuto un impatto visivo molto forte perché, dopo una forte esplosione, una colonna altissima di fumo si è innalzata nel cielo tanto da averlo oscurato per molto tempo. Con l’intervento dei pompieri comunque si è dissolta disperdendosi verso le colline di Massarosa.

Il sindaco Franco Mungai, l’unico a cui era stato consigliato tra i sindaci della Versilia, ha adottato nei minuti successivi all’incendio un’ordinanza a titolo precauzionale. È stata invitata la popolazione a non sostare all’aperto nelle vicinanze dell’incendio, a chiudere porte e finestre, disattivare impianti di ricambio area e, provvedimento che proseguirà anche nei prossimi giorni, a lavare accuratamente frutta e verdura prima del consumo.

Sul posto, come detto sono intervenuti, oltre al personale del Comune e della Asl, i tecnici in servizio di pronta disponibilità di Arpat, che hanno effettuato i primi rilievi ed un campionamento di aria, in prossimità del capannone interessato dall’incendio, utilizzando una pompa ad alto volume. I risultati saranno disponibili solo nei prossimi giorni.

In serata il settore specialistico “Modellistica previsionale” dell’Agenzia ha elaborato un modello matematico calcolando le informazioni disponibili, la durata dell’evento, l’intensità e la direzione dei venti. Una ricostruzione per valutare la ricaduta dei fumi. L’area interessata, secondo i tecnici, è quella a nord est entro circa ottocento metri dall’azienda bruciata.

Nella giornata di ieri dunque i tecnici di Arpat, insieme a quelli di Asl, hanno preso i campioni di vegetali a foglia larga, che saranno analizzati dal laboratorio di Area Vasta Arpat di Livorno. La determinazione dei microinquinanti richiede tempi tecnici nell’ordine di una settimana. Appena i risultati saranno disponibili verranno resi pubblici. —



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