Il Tirreno

Versilia

I lettori al manicomio di Maggiano sulle orme di Mario Tobino

Simone Pierotti
L'ex manicomio di Maggiano
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L'ex manicomio di Maggiano

La mattina di domenica 2 giugno visita straordinaria all’ex ospedale psichiatrico, a guidare i nostri lettori sarà la nipote del grande scrittore e medico viareggino

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A Maggiano sulle orme di Mario Tobino. È dedicata allo scrittore e medico viareggino la prossima iniziativa del nostro giornale per gli abbonati alla comunità di lettori di Noi Tirreno: per domenica 2 giugno (ritrovo alle 10,30, prenotazioni già esaurite) è stata organizzata una visita guidata a Maggiano, in provincia di Lucca, nell’ex manicomio dove Tobino trascorse quarant’anni della sua esistenza e scrisse quasi tutti i suoi racconti e romanzi. Un luogo ricco di storia e suggestioni, trattandosi di un vecchio convento che risale al 1200-1300, dove oggi troviamo la sede della Fondazione Mario Tobino. E sarà proprio Isabella Tobino, nipote dello scrittore nonché presidente della Fondazione, a condurre i visitatori in questo viaggio davvero suggestivo.

«Lo zio Mario arrivò a Maggiano nel 1942, di rientro dalla guerra in Libia, e ci rimase fino al 1982 quando poi andò in pensione – racconta Isabella – tutta la sua vita si è svolta praticamente qui. L’ospedale psichiatrico ha avuto una grandissima influenza anche sulla sua produzione letteraria, perché quattro testi affrontano il tema dei manicomi: lui ha avuto un’esperienza diretta dei malati, soprattutto della loro sofferenza».

Come ricorda Isabella, Mario Tobino coltivò fin da giovane l’amore per la cultura: «Agli inizi si dedicava quasi esclusivamente alla poesia, dalla letteratura desiderava ricevere gloria e con il tempo ci è riuscito… Poi, verso la fine degli anni Quaranta e prima della pubblicazione de Le libere donne di Magliano, maturò la volontà di scrivere della follia per far conoscere quello che accadeva nei manicomi a un’Italia che non ne sapeva nulla: per lui era fondamentale che i ‘pazzi’ coltivassero rapporti che li facessero sentire ancora umani».

L’ex ospedale psichiatrico, con il silenzio che regnava e l’ambiente verdeggiante, fu il locus amoenus perfetto per dare libero sfogo alla sua vena letteraria: «Sì, la visita guidata comprende anche le stanzette dove lo zio Mario ha composto i suoi testi – prosegue Isabella – ci sono le testimonianze dei medici che erano di guardia con lui che lo sentivano battere a macchina a notte fonda, era la parte della giornata in cui si dedicava alla scrittura».

E a proposito di visita guidata: «Il giro inizierà dall’ingresso storico all’ospedale psichiatrico nel ’chiostrino’, poi accederemo alla chiesa e ai due chiostri principali: purtroppo solo la parte che corrisponde al vecchio monastero è visitabile, le due ali laterali che risalgono all’Ottocento sono irrecuperabili».

Poco male: i lettori di Noi Tirreno potranno comunque respirare la storia del manicomio attraverso la lettura degli scritti più importanti che ci ha lasciato Tobino. E scoprire, ad esempio, che c'erano una sala radiologica, una dedicata alla pittura e all'arte come terapia per curare i disagi mentali («Maggiano era davvero avanti con i tempi») e perfino un cinema. Una città in miniatura, insomma. Tutta da scoprire insieme al Tirreno.

Se le prenotazioni per la visita a Maggiano sono ormai al completo, è possibile iscriversi alle prossime due iniziative per gli abbonati alla comunità Noi Tirreno: il giro alla scoperta delle Mura di Lucca  e la gita all'isola di Pianosa.

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