Il Tirreno

Versilia

Versilia da rilanciare: ecco cosa propongono dieci signori del turismo

Gabriele Noli Matteo Tuccini

Albergatori, balneari, commercianti, ristoratori: tutti chiedono un cambio di passo In particolare sugli eventi culturali e di spettacolo: «Oggi non siamo competitivi»

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Un cambio di passo per tornare ad essere la vacanza ideale. Lo chiedono i signori del turismo viareggino e versiliese: dieci personaggi noti per il loro lavoro quotidiano nei rispettivi hotel, stabilimenti balneari, negozi e ristoranti. Professionisti di nome che Il Tirreno ha interpellato per fornire tre idee per il rilancio. E tra i tanti temi, quello che è emerso con più prepotenza è il deficit rispetto ad altri sugli eventi culturali e sugli spettacoli (mostre, teatro, concerti): «Oggi non siamo competitivi, sia per numero di manifestazioni, sia su promozione e livello qualitativo». Ecco cosa pensano nel dettaglio i dieci imprenditori e addetti ai lavori intervistati.

Secondo Romano Franceschini, patron del ristorante da Romano a Viareggio, «dobbiamo insistere di più su manifestazioni di qualità, sulla falsariga del Versilia Yachting. Inoltre penso che si debba garantire la sicurezza, il decoro e la pulizia della nostra città: cose semplici ma importanti. Chiederei anche un lavoro sui servizi, parcheggi in primis». Manifestazioni importanti, magari più a carattere culturale, sono imprescindibili anche per Michele Marcucci dell’omonima enoteca di Pietrasanta. «Logico che se non c’è il sole, per me un fattore esattamente come gli altri, non si va lontano – dice Marcucci – E poi bisogna investire sulle strutture turistiche». Un tema che, peraltro, è un tasto doloroso. Roberto Santini del bagno Piero a Forte dei Marmi definisce prioritaria «la tutela dell’ambiente, la campagna stop plastica è un esempio. Ma anche servizi di cui ci rendiamo conto, come la sanità, vanno rafforzati. Gli eventi? Bisogna alzare il livello. Affidandoci a gente come Mimmo D’Alessandro e al progetto Bussoladomani».

Oreste Giannessi del bagno Nettuno di Viareggio, invece, punta dritto sul divertimento. «Rispetto alla Romagna ci mancano i parchi a tema o di divertimento. A me piacerebbe una piscina con le onde per il surf. E poi bisogna migliorare i collegamenti con l’aeroporto di Pisa». Mentre Roberta Bonfanti del Grand hotel Imperiale di Forte vorrebbe «una maggiore collaborazione tra strutture turistiche e tra categorie. Le imprese devono aiutarsi tra loro e magari essere aiutate riducendo i vincoli burocratici. Tre le cose da fare: un centro congressi e subito. A Viareggio, Marina o dove si vuole».

«Noi lavoriamo moltissimo con gli stranieri. Ma spesso capita che non sappiano cosa fare durante la loro vacanza». Marino Patruno, direttore del Grand Hotel Royal di Viareggio, parte da questa considerazione per avanzare suggerimenti su come ridare slancio al turismo. In particolare a Viareggio, ritenuta «spenta», perché al di fuori dell’estate «scarseggiano gli eventi ed i servizi non sono adeguati, a differenza della Romagna». Anche per Patruno «il turismo congressuale potrebbe rappresentare una grande risorsa». Necessario, inoltre, «potenziare i collegamenti da e per l’aeroporto di Pisa». Silvia Bini, imprenditrice di riferimento per lo shopping di lusso in Versilia, si concentra sull’esigenza «di rinnovare l’immagine della Passeggiata. Un esempio? La riqualificazione del verde pubblico». E poi la valorizzazione del porto: «Bisogna renderlo fruibile con tutta una serie di servizi, facendo sì che chi possiede una barca decida di fermarsi a Viareggio». Un altro aspetto riguarda «la maggior pubblicizzazione degli eventi». Edoardo Berti, titolare del Maki Maki (in Darsena) va dritto al punto: «Gli imprenditori vanno lasciati liberi di rischiare, di realizzare eventi ed iniziative senza troppe imbrigliature». Maggiore attenzione «per il decoro urbano in tutte le zone» e «predisposizione di mezzi pubblici che colleghino la Darsena alla città di notte nel periodo estivo», queste le altre proposte di Berti. Per Giuliano Angeli, gestore della Bussola di Focette, «è indispensabile appianare ogni conflitto e realizzare una programmazione più specifica». C’è poi la questione del rapporto qualità-prezzo «da migliorare sensibilmente, perché spesso clienti e turisti pagano troppo in relazione a ciò che viene loro offerto». Sarebbe al tempo stesso utile «riuscire a snellire gli iter burocratici: ci imbattiamo in norme spesso assurde per organizzare determinati eventi. Le amministrazioni comunali devono essere di supporto». Per Carlo Alberto Carrai del bagno Mascotte di Lido, di cui parliamo nel box a fianco, serve un marchio unico da sfruttare sui social. —



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