Il Tirreno

Versilia

Rinasce il ristorante Massimo grazie a Piero Gabrielli «Scelta di vita, ve la spiego»

Roy Lepore
Rinasce il ristorante Massimo grazie a Piero Gabrielli «Scelta di vita, ve la spiego»

Esponente di una storica famiglia di commercianti di scarpe in città Ora punta sulla ristorazione: «Ci sono i margini per fare grandi cose» 

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l’intervista

Rinasce il ristorante Massimo, storico locale sul viale Buonarroti di fronte alla pineta di Ponente. Oggi, a partire dalle 17, ci sarà l’inaugurazione con la nuova proprietà, che lo ha acquistato al tribunale fallimentare: si tratta di Piero Gabrielli, appartenente alla nota famiglia che per decenni ha gestito negozi di calzature in città. «Sono l’ultimo della mia famiglia a lasciare l’attività di commerciante di scarpe per debuttare nella ristorazione. L’anno scorso avevo acquistato ad un’asta fallimentare il Casablanca, adesso ho deciso di rilevare per 50mila euro anche il ristorante Massimo».

Quanto ha investito per ristrutturarlo?

«Circa 150mila euro: ho rifatto la cucina, sono nuovi sia i tavoli all’interno che quelli fuori, poi è stata realizzata una piccola enoteca. Massimo è stato chiuso per un po’ di tempo, avendo cessato l’attività dopo l’ultima gestione di Giampaolo Bongi che è deceduto; il ristorante è stato oggetto di furti con danni per finestre e porte, da dove i ladri si sono introdotti all’interno».

Come è nata questa idea di avventurarsi in un mondo della ristorazione per voi totalmente nuovo, dopo che per anni siete stati tra i punti più noti delle calzature in città?

«Mia sorella, dopo aver chiuso il negozio, ha preso il ristorante-pizzeria Sa Playa in Passeggiata, mio nipote è socio del ristorante La Casina e con i loro consigli ho deciso anch’io di acquistare il ristorante Massimo. Rispetto alle calzature, mi hanno detto i miei familiari, anche dal punto di vista del guadagno la ristorazione rende di più e così ho atteso che ci fosse una opportunità come questa che mi è capitata e l’ho concretizzata».

Aveva seguito qualche alternativa?

«Ho valutato anche quattro o cinque alternative da gestire, ma le richieste sono state di 400-500mila euro, ed allora ho preferito investire su qualcosa di più economico».

Chi seguirà la gestione del ristorante?

«In pratica mi sono affidato a Giuseppe Baroni, che è socio con il 20% delle quote e che ha già gestito per circa dieci anni il ristorante. È lo chef e con lui ci sono anche gli altri dello staff. Si può dire che sia una sorte di continuazione di quello che è stato per diversi anni un locale che si era ritagliato in città il suo spazio. Con la nuova gestione ci auguriamo di poter offrire ai viareggini, ma non solo, una scelta in più nel panorama cittadino. Da oggi parte quindi questa nuova avventura, ce la metteremo tutta per fare del nostro meglio. Aspettiamo i futuri clienti per l’inaugurazione e poi per iniziare insieme questo nuovo percorso, ce la metteremo tutta per fare del nostro meglio. Con l’avvento della nuova stagione estiva, che è ormai è alle porte, siamo pronti per contribuire affinché la nostra città possa essere meta gradita dei turisti ed essere così pronti ad offrire loro anche le prelibatezze culinarie del nostro territorio». —

Roy Lepore

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