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Nuovi cantieri, gara annullata Balducci vince l’ultimo ricorso

Donatella Francesconi
Nuovi cantieri, gara annullata Balducci vince l’ultimo ricorso

Anche il Quirinale dà ragione ad Overmarine esclusa dal bando datato 2004. Ora l’area va messa in regola

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Il giudizio è inappellabile e la gara per l’aggiudicazione dei Cantieri dell’ex Latino Americano (DR12) è definitivamente annullata. Perché dopo che il Consiglio di Stato, lo scorso anno, era arrivato a questa conclusione in merito al ricordo presentato da “Overmarine” (Gruppo Balducci), oggi anche il Capo dello Stato si è espresso decretando «accolto» il ricorso straordinario presentato dall’azienda contro il Comune di Viareggio. Contro la decisione del Quirinale non sono proponibili ulteriori mezzi di impugnazione e quindi il suo contenuto è definitivo.

A questo punto gli atti impugnati dalla azienda ricorrente sono da considerarsi del tutto decaduti. Atti che sono la delibera di Giunta dell’otto giugno 2004 e tutti gli atti presupposti. Che - a questo punto - devono essere considerati come non fossero mai esistiti.

Il caso è quello della gara che l’amministrazione Marcucci espletò per affidare l’area dell’ex Latino Americano, prossima all’area portuale e vicina alla zona degli stabilimenti balneari della Darsena. L’area DR12 - sulla quale sono sorti quattro cantieri navali - è demanio comunale. A questo punto la “palla” della decisione è nelle mani dell’attuale amministrazione, quella del sindaco Giorgio Del Ghingaro. Qualcuno dei titolari delle imprese della DR12 si era già fatto avanti al momento della sentenza del Consiglio di Stato (marzo 2018) con l’amministrazione comunale per capire quali fossero le vie di uscita possibili. Tra le ipotesi delle quali si è parlato in questo anno potrebbe esservi anche quella di una monetizzazione del danno subito da “Overmarine”, se non fosse che il Comune di Viareggio è sì uscito dal dissesto ma deve ancora vedersela con il disavanzo.

Il motivo dell’annullamento della gara da parte dei giudici del Tribunale amministrativo di massimo grado (Consiglio di Stato) è di fatto identico a quanto determinò lo stop alla gara per la privatizzazione della Viareggio Porto (2009): mancata determinazione dei criteri di valutazione delle offerte e dei relativi punteggi prima dell’esame delle istanze di partecipazione. Un modo di procedere che più di un contenzioso legale ha portato al Comune di Viareggio che li ha persi tutti. «Non appaiono convincenti», scrivono i giudici del Consiglio di Stato, «le considerazioni svolte dall’amministrazione comunale secondo cui tale procedura - basata su domande non a “buste chiuse” - si rendeva necessaria per consentire al Comune di compiere una valutazione discrezionale sulle prospettive di carattere anche urbanistico derivanti dalla concessione». Proprio la modalità “aperta” - argomentano i giudici - «avrebbe dovuto indurre a fissare l’incidenza quantitativa dei criteri di valutazione preventivamente, già nei documenti di avvio della procedura».

Adesso diventa urgente da parte del Comune ottemperare alla ragione dell’azienda ricorrente e garantire allo stesso tempo i posti di lavoro su quell’area produttiva. —




 

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