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Imu e Tari, evasi 500mila euro Comune a caccia dei furbetti

Tiziano Baldi Galleni

C’è chi negli ultimi 5 anni non ha mai pagato e chi ha saltato qualche bolletta L’amministrazione conta di recuperare mezzo milione di euro dagli accertamenti

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Se non hai pagato una bolletta della Tari o dell’Imu negli ultimi 5 anni, prima o poi Municipia spa – la società che si occupa della riscossione crediti per conto del Comune di Seravezza – ti presenta il conto a casa. Il municipio è infatti a caccia di evasori.

Più complicato, però, è scovare gli evasori totali: chi, ad esempio, non ha mai comunicato una nuova utenza o una variazione della rendita catastale. In questo caso il controllo da parte dell’uffici tributi è però costante, e difatti nel bilancio di previsione 2019 fra Imu e Tari la giunta ha previsto di recuperare circa 500 mila euro.

Dati forniti direttamente dall’ufficio comunale, e inseriti nei due capitoli di bilancio di previsione come segue: 200 mila euro relativi a somme da recuperare sull’Imu e 300 mila euro per la tassa sui rifiuti. Tuttavia si specifica che «la maggior parte della somma, di ciascuno dei due capitoli, riguarda gli omessi versamenti, derivanti da un calcolo matematico: si va a controllare fra la banca dati e il gettito che invece era atteso», spiegano dal settore tributi. In sostanza chi la bolletta l’ha ricevuta ma non ha pagato o ha pagato parzialmente.

«Mentre l’altra parte, minore, è variabile sia per la Tari che per l’Imu e deriva da una previsione economica dell’evaso che riusciremo a scovare nel corso dell’anno». Operazione si compie ciclicamente, e che per l’appunto riguarda un sommerso che non si conosce e quindi non si può calcolare. «Tuttavia – proseguono dagli uffici – talvolta basta anche un caso per far aumentare l’entrata prevista relativa alle somme evase: se ad esempio si deve riscuotere tutto un regresso cospicuo di un abitazione o una struttura commerciale fino a cinque anni (perché la legge consente di recuperare fino ad un massimo di 5 anni indietro), e al quale poi per norma viene applicata una sanzione equivalente al 100% del valore del credito».

Diversa è invece la sanzione di fronte a un utente che ha commesso un errore e ha pagato meno del dovuto, o era in difficoltà finanziarie, e in questo caso la sanzione è minima.

Ma è appunto la parte riguardante gli evasori che potrebbe portare a cifre inaspettate, sul quale però gli uffici hanno più lavoro da fare per beccare i furbetti o i distratti. «In questo senso è un’operazione più interessante da portare avanti – concludono dall’ufficio tributi – ed è anche etico e giusto far pagare anche gli evasori». Parere condiviso dal sindaco Riccardo Tarabella, delegato al bilancio e ai tributi comunali oltre che al personale. «L’ufficio sta facendo un ottimo lavoro sul recupero, dato che ogni anno c’è una rappresentanza di accertamenti da passare al vaglio. Un aspetto che anche nell’ultimo consiglio comunale ho affrontato sottolineando come è importante che queste operazioni vengano portate avanti con costanza. In modo che questi importi diventino nel tempo una voce corretta e stabile. Primo perché danno una stabilità, anche negli anni successivi, sia per scovare gli evasori, infine perché è fruttuoso non tanto per una mera utilità di cassa ma per mantenere l’equilibrio di un bilancio che è sempre preciso, e lavora su piccole entità economiche che diventano importanti». —

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