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Turismo, la Versilia fuori dalla top 50. Le imprese: «È ora di cambiare»

Matteo Tuccini
Turismo, la Versilia fuori dalla top 50. Le imprese: «È ora di cambiare»

Confcommercio e Confesercenti: «Basta affidarsi solo al meteo, servono iniziative e investimenti»

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«Noi si lavora col sole». È lo slogan di successo tra gli operatori turistici versiliesi, soprattutto quando il meteo fa le bizze come in questi giorni. Ma nel 2019 ridursi a guardare il cielo, per capire se i turisti verranno, è un po’ preistorico. E se i turisti vanno da altre parti è giusto cominciare a farsi delle domande.

Gli imprenditori lo stanno facendo, dopo la classifica dell’Istat sulle presenze turistiche pubblicata dal Tirreno, che piazza la Versilia fuori dalle prime 50 posizioni in Italia. E la risposta è: il sole e la spiaggia non bastano più.

«Da tempo sosteniamo che la Versilia non possa dipendere esclusivamente dal meteo per la sua offerta turistica – afferma Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Viareggio – Al di là dell’incertezza che tradizionalmente accompagna le previsioni, è proprio cambiato il tipo di approccio che i turisti ricercano per il loro soggiorno: non più una lunga permanenza statica nel luogo prescelto, bensì una ricerca più complessa di esperienze di tipo diverso legate al soggiorno. Per questo servono investimenti che coinvolgano pubblico e privato, anche nell’ottica di una possibile destagionalizzazione. Va sottolineato che oltre al turismo balneare, per cui è celebre, la Versilia è in prima fila per quanto riguarda quello enogastronomico, che unisce tradizione e qualità, e ha le potenzialità per esserlo anche per quelli naturalistico e sportivo: il territorio è in grado di regalare scenari perfetti per una competizione o per un’escursione».

A proposito di investimenti, però, l’ex manager bancario e oggi libero professionista Gianfranco Antognoli spiega che nel settore sono bassi: «Su 350 visite da noi fatte a tutti gli stabilimenti balneari da Marina di Massa a Torre del Lago – dice – abbiamo accompagnato solo 4 nuove proposte di investimenti per migliorare le strutture. Più ricettiva invece appare la categoria dei ristoratori, con importi sicuramente meno importanti. Anche gli alberghi dimostrano poca dinamicità per le strutture».

«A Viareggio – afferma Esmeralda Giampaoli, presidente Area Versilia di Confesercenti Toscana Nord – tutte le amministrazioni comunali degli ultimi anni si sono occupate dell’oggi, cioè di sfruttare il turismo balneare. Questo ha limitato la nostra città rispetto ad altre realtà simili, come testimoniano i recenti dati sulle presenze. Ovvio – dice ancora – che essendo legati prevalentemente al turismo balneare, quando il tempo cancella di fatto il primo mese di lavoro si pensa subito ad un colpo ai bilanci degli imprenditori. Da sempre sosteniamo che Viareggio avrebbe le potenzialità per offerte alternative, magari da spalmare nei mesi dell’anno con bassa stagionalità». —




 

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