Italia
Torna a navigare il Tirrenia II barca a vela ultracentenaria
Dopo tre anni di lavori di restauro a cura del cantiere Del Carlo sabato 8 giugno è in programma la discesa in mare
LA STORIA
Sarà uno dei ritorni in mare più rilevanti del 2019: a distanza di dieci anni dall’ultima navigazione e dopo tre anni di restauro (i lavori sono stati eseguiti dal cantiere Del Carlo), il Tirrenia II ricomincerà a navigare. Lo farà a partire da sabato 8 giugno, alle 17,30: la discesa in mare – accompagnata dalle sirene di una flotta di motoscafi Riva in legno associati alla Riva Historical Society – avverrà proprio dalla sede del cantiere Del Carlo, nella Darsena Italia.
Il Tirrenia II è una imbarcazione a vela ultracentenaria lunga 18,54 metri, costruita in legno teak: fu varata nel 1914 dal cantiere H.R. Stevens di Southampton su progetto di Frederick Shepherd. La barca ha attraversato due guerre mondiali e oltre un secolo di storia dello yachting senza subire prolungati abbandoni che abbiano potuto pregiudicare la possibilità di continuare a navigare.
Nel corso della sua vita ha subìto la trasformazione dell’armo velico, passato da ketch aurico a bermudiano, come testimoniato anche dalle immagini d’epoca del grande fotografo di vela Beken of Cowes, per poi tornare aurico in epoca recente.
Sino al 2009 ha partecipato a eventi e regate in tutto il Mediterraneo, tra cui il raduno di vele d’epoca di Imperia e l’Argentario Sailing Week di Porto Santo Stefano. Nel 2016 è stata acquistata all’asta da una coppia di armatori lombardo-piemontesi e trasferita al cantiere Del Carlo per essere sottoposta a una serie di importanti lavori eseguiti con la consulenza dell’esperto fiorentino Enrico Zaccagni. Tra i più significativi rientrano lo smantellamento dei torelli di dritta e sinistra (le prime tavole del fasciame partendo dal fondo), lo smontaggio della zavorra in piombo con sostituzione dei perni, la ricostruzione della chiglia in mogano nella quale è stata sagomata la battura, ovvero il gradino che accoglie la prima tavola del fasciame. È seguita la sverniciatura dello scafo, la sostituzione di 100 metri di tavole dell’opera viva e opera morta e la ricostruzione di una nuova pala del timone in legno di mogano. Gli interni, quasi integralmente originali, sono ricoperti da pregiati pannelli di radica. —
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