Gioco
La stagione piovosa fa tornare l'insetto che uccide i castagni
La vespa cinese sta attaccando le piante impedendone la fioritura: colpa del clima anomalo di maggio non favorevole al suo insetto antagonista
STAZZEMA. A dare l’allarme è la Cia (Confederazione italiana agricoltori) Versilia: «La stagione piovosa ha determinato una recrudescenza del parassita cinipide del castagno». A confermarlo è anche un agricoltore dei Bioeroi, Simone Battistini, che da alcuni anni, insieme ad altre persone di Retignano, ha rimesso in sesto un metato. l’azione massiccia dell’insetto che blocca la fioritura del castagno è già visibile, soprattutto sugli esemplari più vecchi. Ma bisognerà aspettare qualche mese per avere un quadro più completo del territorio, che spesso è sottoposto a microclimi. «L’insetto antagonista (Torymus sinensis Kamijo, ndr) che avrebbe dovuto contenerlo non ha trovato le condizioni ideali di temperatura per crescere – spiega Massimo Gragnani, agronomo Cia Versilia – questo ha reso più difficile contenere gli attacchi del cinipide». Se infatti negli ultimi due anni, salvo problemi di siccità, il problema della vespa cinese del castagno sembrava essere quasi scomparso, oggi l’incubo sembra essere tornato.
«Bisogna capire – spiega Simone Battistini, che è anche titolare dell’azienda agricola Il Castello di Retignano – che ormai non andrà più via, ma avrà alti e bassi. Anche in alta Italia pensavano di averlo sconfitto e poi hanno avuto delle ricadute pesanti. Purtroppo se, come sembra sia accaduto quest’anno, il clima colpisce e uccide tante specie dell’antagonista, il cinipide ha campo libero. L’unica possibilità di contenerlo stabilmente è abbassare e ricoltivare i castagneti, mantenendo meno piante e più buone e rigogliose».
Nella zona di Retignano, Levigliani e Volegno «al momento la situazione che viene costantemente monitorata non è bella», spiegano gli appassionati e gli agricoltori, che tuttavia chiariscono che ci sarà da aspettare il momento della fioritura per una valutazione migliore. Stessa cosa è stata notata a Pomezzana dove hanno riattivato un metato dal 2012. «I Carpinesi o i castagni coltivati vengono attaccati più facilmente perché sono più deboli o vecchi. Quelli giovani – prosegue Battistini – sono più forti e resistono». Basta alzare lo sguardo al cielo: i castagni attaccati sembrano spogli rispetto agli altri. Da Volegno, Roberto Natalini, che è stato uno dei fautori della riattivazione del metato di quella comunità critica però il fatto che si è «deciso di non lanciare più l’insetto antagonista, sul quale poi si deve lavorare una volta che si è insediato e diffonderlo in altre selve. La conseguenza è stata che il cinipide si moltiplica già per natura più velocemente e l’altro è più lento. Purtroppo è dal 2010 che la produzione di castagne e di farina scarseggia, e da due anni il nostro metato è di nuovo spento».
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