Proteste
Un’opera d’arte come monito per la sicurezza stradale
Inaugurata la scultura di Maria Gamundi dedicata a Valentina Prisco morta a soli ventisette anni investita da un’auto sul lungomare sei anni fa
PIETRASANTA. Sei anni dopo quella notte che si portò via, per sempre, il sorriso e la gioia di esserci di Valentina Prisco, il cielo è una tela inchiostrata di nuvole color pece. E sotto quel cielo incupito e distante, i volti celano commozione, dolore, forse rabbia o forse ancora solo la voglia di non smettere di ricordare. E in fondo è questo il senso, il vero senso logico, della scultura dedicata a Valentina, inaugurata ieri mattina (20 maggio) sul lungomare, nello stesso luogo in cui la ragazza perse la vita travolta da un’auto, appena uscita dalla discoteca. Ricordare ciò che è stato è anche memoria per il domani: perché di incidenti stradali si continua morire. Per errore, eccessi, superficialità. E Valentina Prisco, raffigurata da Maria Gamundi in una scultura donata alla comunità dalla mamma della ragazza, Maria Luisa Secchi, in quella stessa opera è vista nella libertà dei suoi 27 anni, nel suo diritto di vita spezzato dalla follia.
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«Dobbiamo fare di più e noi faremo il possibile per fare di più e per prevenire gli incidenti stradali. Potenzieremo l’illuminazione pubblica sul lungomare, installeremo 50 videocamere di sorveglianza sul territorio, anche davanti alle discoteche, collaboreremo con i gestori dei locali e riasfalteremo le strade. Questa splendida scultura, che ricorderemo ogni 20 maggio con una cerimonia, non solo è dedicata a Valentina e a tutte le vittime degli incidenti, non solo è pensata per i donatori di organi, ma sarà anche appunto un monito, per tutti noi, per far si che certe tragedie non si ripetano» è il pensiero del sindaco Alberto Giovannetti.
«Conoscevo Valentina, era splendida – ricorda l’assessore del comune di Viareggio Patrizia Lombardi – questo piccolo cuore che ho intorno al collo me lo aveva regalato lei. Ho perso la mia amica così come ho perso mia sorella in un incidente stradale. Ed è così difficile dire qualcosa, oggi, se non che faremo tutto il possibile per prevenire questi incidenti». «Maria Luisa è una grande donna e mamma che sta lottando ancora con tutte le sue forze perché quello che è accaduto a Valentina e alla sua famiglia non possa succedere ad altri – dice l’artista Maria Gamundi - questa scultura, rappresenta una ragazza giovane molto aerea, quasi sospesa fra le nuvole portando una stella in mano. Lei non soffre più. È uno spirito libero, portatrice di luce. Con questa opera ho cercato di trasmettere quanto sia preziosa e fragile la vita».
Alla fine restano gli abbracci e le lacrime delle amiche, i ringraziamenti sussurrati di mamma Maria Luisa e la consapevolezza del cuore di una comunità che continuerà a battere, ogni giorno, là dove è sfiorito il sorriso, infinito, di Valentina.
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