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Burlamacco e Ondina accolgono il vescovo al suo arrivo in città

Cristina Bulgheri
Burlamacco e Ondina accolgono il vescovo al suo arrivo in città

A S. Rita la prima giornata viareggina di Paolo Giulietti. Il sindaco: «Collaborazione attiva con il mondo cattolico»

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VIAREGGIO. Il suo volto in cartapesta realizzato da Denis Serra, il discorso di benvenuto del sindaco Giorgio Del Ghingaro, Burlamacco e Ondina ad aspettarlo in fondo alla chiesa: così la comunità di Santa Rita e l’intera città di Viareggio ha accolto ieri mattina (19 maggio) il nuovo vescovo Paolo Giulietti che, affiancato dal suo vicario in Versilia don Luigi Pellegrini e da don Emanuele, ha celebrato Messa in un’affollatissima parrocchia di Santa Rita.. Un’omelia semplice incentrata sull’amore nuovo: quello contenuto nel vangelo domenicale in cui Gesù invita ad amare gli altri come se stessi ma soprattutto quelli che non stanno dalla nostra parte, che non se lo meritano, che non la pensano come noi, che sono diversi. «Facile amare chi ci vuole bene. La novità è amare tutti gli altri». Poi rivolto ai bambini accomunati dalla maglia gialla con su scritto “Oratorio in festa” ha chiesto: «La mamma vi vuol bene sempre anche quando non ve lo meritereste? L’amore che Dio ci chiede è così: un amore gratuito e generoso al di là del limite e del merito». E a quei bambini ha lanciato l’invito affinché si lascino rinnovare dal Signore per produrre frutti e vita nuova di cui la comunità ha bisogno, sull’esempio dei santi, in particolare di santa Rita la cui statua gli ha fatto compagnia a fianco dell’altare.

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Dal canto suo il sindaco ha ringraziato il vescovo Italo Castellani, ormai in pensione, «per l’affetto e la vicinanza nei confronti di Viareggio e dei suoi cittadini. Dai tragici giorni dell’estate 2009 all’occasione inaspettata della via Crucis alla Citatdella del carnevale: tanti i momenti condivisi in nome di valori comuni: l’accoglienza nei confronti di chi ha bisogno o è in difficoltà, la concretezza, la trasparenza e la correttezza nell’azione amministrativa». Valori che il sindaco ha detto di affidare al nuovo vescovo come un passaggio di testimone convinto che «solo attraverso la collaborazione attiva ed operosa con il mondo cattolico, Viareggio potrà continuare a crescere. Insieme per condividere lo sforzo di contrastare le principali fragilità del nostro territorio e dare nuove opportunità alle tante persone (giovani, anziani, ammalati e disoccupati) in cerca di prospettive di vita».

Dal lavoro alle povertà, alle relazioni dentro le famiglie, alla convivenza tra persone provenienti dagli angoli del nostro piccolo mondo globale: ecco ciò che serve ai viareggini «liberi, anarchici, ignoti e fanciulli» come li racconta Mario Tobino.

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