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Poliziotto a processo per truffa: «Faceva un secondo lavoro»

Poliziotto a processo per truffa: «Faceva un secondo lavoro»

Viareggio, avrebbe utilizzato il permesso per assistere il padre disabile per assentarsi dal servizio in commissariato: ora rischia un provvedimento disciplinare

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VIAREGGIO. Avrebbe utilizzato il permesso per poter assistere il padre disabile per andare a lavorare in un minimarket. Con questa accusa un agente in servizio al commissariato di Viareggio è stato rinviato a giudizio: il reato contestato è truffa aggravata. L’udienza è stata fissata il 13 dicembre di fronte al giudice monocratico del tribunale di Lucca.

Stando all’accusa il poliziotto avrebbe svolto un doppio lavoro, approfittando dei giorni di permesso nei quali invece avrebbe dovuto assistere il genitore invalido come previsto dalla legge 104. Un istituto creato a beneficio di chi ha necessità di assistere un familiare disabile e che consente di assentarsi dal lavoro per tre giorni al mese.

Ma nel 2018, nel corso di indagini svolte all’interno dello stesso commissariato, sarebbe emerso che i giorni di permesso erano stranamente sempre coincidenti a periodi in cui una rivendita commerciale di alimenti aumentava il numero di clienti. E stando a quanto ricostruito dall’accusa, in quel market il poliziotto svolgeva un’attività lavorativa, in contrasto con il divieto per i dipendenti pubblici di lavorare altrove.

Così il giudice dell’udienza preliminare lo ha rinviato a giudizio per truffa ai danni della questura di Lucca, da cui dipende il commissariato, e dell’Inps che ha erogato i benefici anche economici per l’assistenza al familiare invalido. In sostanza, sempre secondo l’accusa, avrebbe ottenuto un ingiusto profitto.

Dalla questura fanno sapere che il poliziotto ora rischia un provvedimento disciplinare, forse anche prima della sentenza del tribunale di Lucca.
 

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