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Parla il concorrente all’asta: «Non avrei licenziato nessuno»

Parla il concorrente all’asta: «Non avrei licenziato nessuno»

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VIAREGGIO. Parla, per la prima volta, Claudio Paoli, imprenditore lucchese che ha presentato l’offerta concorrente a quella di “ICare”. «La mia partecipazione all’asta», scrive Paoli, «nasce, prevalentemente, da una passione per il mare nata oltre 30 anni fa in Viareggio e proseguita in regate, attività veliche e altre passioni collegate a mare e nautica. Tale passione poi ha incontrato un interessamento condiviso con la Cooperativa Porto turistico Viareggio per l'acquisizione e il rilancio dell'approdo della Madonnina». Con la cooperativa, continua l’imprenditore, «ho maturato un progetto di rilancio delle banchine portuali che non trascurasse la nautica minore e la nautica da diporto con particolare attenzione al tariffe, sicurezza e qualità dei servizi erogati. Da sempre l'approdo della Madonnina ha rappresentato la quasi esclusiva presenza della nautica minore che ritengo non debba essere esclusa dai piani relativi allo sviluppo del porto. Entrando nel merito delle concessioni, vi era la presunzione che vi sarebbe stato un dialogo con le Istituzioni finalizzato a intraprendere piani di sviluppo utili per la città, gli imprenditori nautici e tutte le attività collegate alla nautica». Per quanto riguarda il Triangolino, «essendo un progetto nuovo e interamente da realizzare, inevitabilmente avrebbe dovuto coinvolgere le istituzioni per raggiungere i giusti equilibri economici e di scopo adattandolo alle nuove necessità».

Un concessionario, anche nel caso di imprenditore privato, «non può prescindere - sottolinea Paoli - dal dialogo con il concedente, in quanto è partner delle stesse nell'erogazione dei servizi. È mio interesse evidenziare che non vi sarebbero stati licenziamenti, tra l'altro illegittimi, in quanto ritengo che il vero valore aggiunto di una attività sia il personale preparato e professionale». Infine, «trovo del tutto gratuito e fuori luogo l'attacco al mio legale Leonardo Dell'Innocenti il quale, ritualmente delegato, ha mosso una eccezione di illegittimità che in ogni caso sarebbe stata valutata dal giudice». Le ultime parole sono amare: «Non capisco perché un'attività privata che avrebbe investito in una concessione pubblica e avrebbe fatto risparmiare denari dei cittadini, sia osteggiata dagli amministratori di questa città. Comunque vada, confido che il porto riceverà le giuste migliorie di cui necessita». —

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