Attenzione
Ora Marina rischia di essere declassata
La qualità del mare potrebbe passare a buono o sufficiente Il Comune: chiediamo il via libera all’uso dell’acido peracetico
Dopo l’ennesimo divieto di balneazione - quello di due giorni fa a Fiumetto è il terzo nel breve volgere di poche settimane - Marina di Pietrasanta rischia adesso il declassamento. Perché se è vero che le acque del mare che vanno da Fiumetto a Focette sono ancora tutte certificate da Arpat come eccellenti, è purtroppo altrettanto vero che «se continueranno ad esserci divieti il mare da eccellente potrebbe passare a buono o sufficiente», precisano sempre da Arpat. Per intendersi: nessuno spauracchio in vista alla voce divieto di balneazione permanente – il ragionamento si fa su base quadriennale e il livello scarso è distante – ma la prospettiva di un declassamento, sia in chiave ambientale che di immagine turistica, sarebbe comunque degno della massima preoccupazione.
Nel frattempo in attesa dell’esito delle controanalisi che dovrebbero essere ufficializzate nella giornata di oggi con l’auspicata revoca del divieto, si innesca la bagarre politica. «Il Comune è stato dotato di 4 km di rete fognaria ed altre ne saranno fatte da Gaia, ma non basta se non si interviene sui canali con una manutenzione ambientale e il potenziamento dei depuratori. Il peracetico aveva dato grandi risultati, ma qualcuno poi ha deciso di non usarlo più: il turismo è ostaggio di questo genere di politica», accusa il sindaco Alberto Giovannetti, riferendosi al centrosinistra e alla Regione. Mentre Irene Nardini e Gabriele Marchetti, Forza Italia propongono «un’autorizzazione straordinaria all’uso del peracetico affinché non ci siano sforamenti e sia garantita una balneazione in sicurezza». Anche il vicesindaco Elisa Bartoli punta sull’uso del peracetico «quanto meno nelle vasche di Gaia. Nel frattempo stiamo portando avanti, sempre con Gaia, un attento monitoraggio della rete fognaria sul versante fognario dell’area del fosso Motrone: ad oggi non sono emerse anomalie».
Mario Mallegni, decano dei balneari, propone un ritorno all’antico. «Una volta, prima di arrivare ad un’ordinanza di non balneazione servivano 3 analisi consecutive che certificavano lo sforamento: oggi, dopo 24 ore, ti vietano già i tuffi in mare, salvo poi revocare il tutto il giorno dopo».
Ma è l’amministrazione Giovannetti-Mallegni a finire nel mirino del Pd. «C’è davvero qualcuno tra le categorie turistiche e tra i cittadini di Pietrasanta disposto a dare credito a chi, pur governando da quattro anni, continua a tirare in ballo argomenti ormai accantonati da tempo, come quello dell’uso smodato e senza regole dell’acido peracetico? Metodo non autorizzato da Arpat e per adesso reso inapplicabile anche sotto forma di sperimentazione controllata dall’Istituto superiore di sanità – fa sapere il segretario Rossano Forassiepi – Davvero si pensa che i problemi di inquinamento del nostro mare si risolvano definitivamente immettendo acido nei fiumi per nascondere alle analisi la carica batterica derivante dal malfunzionamento o mancanza della rete fognaria e dei depuratori? In realtà questa è una scusa usata decine di volte da Mallegni e Giovannetti per nascondere la loro incapacità e la loro inerzia e per scaricare le responsabilità su altri, come il comune di Camaiore e la Regione». —
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