Il Tirreno

Versilia

l’acquisto all’asta 

Sulla Viareggio Porto appena venduta l’incognita della proroga delle concessioni

Donatella Francesconi
Sulla Viareggio Porto appena venduta l’incognita della proroga delle concessioni

L’Autorità portuale: scadono nel 2020. Il sindaco: le Regioni hanno chiesto un parere all’Avvocatura di Stato

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Viareggio Porto, il giorno dopo l’acquisto all’asta da parte di ICare, società in house del Comune di Viareggio che si è fatta avanti con il Tribunale per rilevare dal concordato un’altra società interamente dello stesso Ente pubblico. Lo scoglio, adesso, è quello della Bolkestein, “interpretata” dal Governo centrale con il Decreto di proroga delle concessioni a 15 anni. Decreto che ciascuna Regione italiana ha scelto di applicare o non applicare alle concessioni demaniali portuali. La Regione Toscana, con la circolare interpretativa approvata con delibera di Giunta numero 235 del marzo scorso, ha deciso che la proroga non si applica alle concessioni portuali destinate alla nautica da diporto.

Così, una volta terminati i passaggi burocratici legati all’asta, atto notarile compreso, ICare - nel chiedere il sub-ingresso alla Autorità portuale regionale -si vedrà rilasciare una concessione «per lo stesso scopo e con la stessa scadenza dell’attuale», spiega al Tirreno il segretario dell’Authority Fabrizio Morelli. Ovvero la scadenza «dell’atto originario, che è 31 dicembre 2020».

Un passaggio, questo, ampiamente toccato anche dal sindaco Giorgio Del Ghingaro, in sede di conferenza stampa nel giorno dell’aggiudicazione dell’asta. «L’incertezza sulla proroga ha fatto accelerare la decisione», ha spiegato il primo cittadino: «Alcune Regioni, come la Liguria, hanno scelto di prorogare questo tipo di concessioni in base al decreto del Governo. Altre, come la Toscana, hanno scelto di ritenere non prorogabili questo tipo di concessioni. Le Regioni italiane, inoltre, hanno chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato. Ecco perché abbiamo accelerato. Prescindendo dalla durata del concessioni».

Ed anche dal parere legare “pro veritate” che si è fatto fare il liquidatore giudiziale della Viareggio Porto, Marco Marchi, dell’avvocato fiorentino Elisa Burlamacchi. Parere che risulta di diverso avviso da quello della circolare interpretativa della Regione Toscana.

«L’interpretazione letterale della norma», scrive il legale, «non può che condurre alla conclusione della durata quindicennale prevista debba trovare applicazione indistintamente a tutte le concessioni demaniali marittimi indicata dal Decreto legge 400/1993. E quindi, sia alla concessioni per “servizi pubblici e per servizi e attività portuali e produttive” che alle concessioni rilasciate per finalità “turistico-ricreative”.

Parole di tecnico che hanno peso specifico importante in una Darsena, come quella di Viareggio, nella quale ristoranti, bar, pub, palestre, porticciolo turistico e banchine destinate ai diportisti vivono e lavorano su concessione demaniale.

L’avvocato ricorda il provvedimento preso dalla Regione Liguria, ai sensi del Decreto di proroga emanato dal Governo, per estendere i 15 anni anche alle concessioni per finalità residenziali e abitative.

«Nelle disposizioni che negli ultimi anni si sono via via succedute in “punto” di durata delle concessioni demaniali marittime», scrive l’avvocato Burlmacchi, «vi è stato un progressivo ampliamento del campo di applicazione delle “proroghe” della durata al fine di ricomprendervi concessioni diverse da quelle rilasciate per finalità “turistiche-ricreative”. Anche perché sempre di più i porti si sono strutturati per diventare davvero “città” nelle città. E non si può davvero pensare a concessioni di durata diversa nello stesso ambito portuale. —


 

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