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Versilia

Riti magici per 80.000 euro: raggirata una ricercatrice universitaria

Riti magici per 80.000 euro: raggirata una ricercatrice universitaria

La studiosa quarantenne versiliese crede di avere il malocchio in amore: una parente la mette in contatto con sedicenti stregoni e le prosciuga il conto

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VIAREGGIO. Un curriculum di tutto rispetto: distinta quarantenne versiliese, ricercatrice universitaria con un paio di dottorati alle spalle e una carriera accademica ad attenderla. Ma nonostante queste basi e una formazione scientifica di primo livello, anche lei ha un punto debole: crede a maghi, stregoni e fattucchiere. Un “vizietto” che le è costato non poco: oltre 80mila euro.

A tanto ammonta la somma che una parente acquisita le ha spillato per metterla in contatto – via telefono – con sedicenti maghi. Questi esperti dell’occulto avrebbero dovuto togliere alla ricercatrice universitaria il malocchio che le impediva – a suo giudizio – di vivere serenamente relazioni amorose.

Un caso singolare per la tipologia della vittima: spesso le persone raggirate in questo modo sono anziani con problemi di demenza senile o giovani con tare mentali. In questo caso, invece, ad affidarsi ai riti propiziatori è una persona razionale, analitica e competente, che però soffre di un problema psicologico settoriale che la rende vulnerabile e facile preda di una parente senza scrupoli.

A scoprire quel che sta succedendo è la sorella minore della vittima: dopo averla spinta a confessare di aver sperperato ingenti quantità di denaro in maghi e alchimie su suggerimento della “zia” – chiamiamola così – la nipote ha deciso di denunciare quest’ultima alla magistratura.

Martedì 14, di fronte al giudice dell’udienza preliminare, sono comparse le due imputate: la parente sessantenne che faceva da mediatrice con gli esperti dell’occulto e la madre novantenne di quest’ultima. La prima è accusata di circonvenzione di incapace, la seconda di favoreggiamento: avrebbe fornito agli inquirenti testimonianze non veritiere con l’obiettivo di aiutare la figlia. Per entrambe il giudice Alessandro Trinci ha disposto il processo. —
 

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