Toscana
Precipita per cinquanta metri un ramo gli trafigge il torace
Escursionista livornese di 68 anni è stato trasportato in codice rosso a Cisanello dopo essere stato soccorso con il Pegaso dalle squadre degli alpinisti
Sono le quattro di pomeriggio. Tre escursionisti camminano sul sentiero impervio e scosceso che attraversa le cave, sopra il paese di Azzano, fronte monte Altissimo, quando succede tutto. In un attimo. Uno di loro mette un piede nel posto sbagliato e precipita giù nel canalone. Un volo di cinquanta metri frenato solo dalle piante. Un ramo si spezza e gli si conficca nel torace. Non lo uccide per poco. L’uomo, 68 anni, originario di Livorno, come gli altri due, finirà però all’ospedale Cisanello di Pisa in condizioni critiche. È un codice rosso. Andrà in rianimazione; prognosi riservata.
Ma prima dell’ospedale c’è un delicato intervento del Soccorso alpino della stazione di Querceta. Gli angeli della montagna si calano dal cielo, per salvarlo, mentre altri alpinisti raggiungono via terra i due escursionisti rimasti sul sentiero. Zona cava Michelangelo, Seravezza, al confine con la Garfagnana. L’elicottero Pegaso 3 verricella in fondo al canalone il medico del 118 e tre tecnici del Sast. Uno di loro ha con sé una motosega. Deve tagliare il ramo conficcato nel torace dell’uomo, per poterlo portare via.
L’escursionista viene poi barellato mentre sopra l’elicottero viene e va in attesa del momento giusto per tirarlo su. I nuvoloni neri coprono la visuale. L’intervento non è semplice, ma gli uomini del Soccorso alpino sono addestrati a molto peggio. Tre ore dopo l’incidente riescono a caricare l’escursionista sul Pegaso e a portarlo all’ospedale di Pisa. Ha riportato un importante trauma cranico e un trauma toracico. —
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