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Il presidente della Regione: «Un bel segnale di vitalità»
Il Pd sottolinea come il Piano di investimenti richieda almeno 2 milioni La Lega: «Chiediamo ogni dettaglio agli organi di controllo di ICare»
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Molto si discute nel mondo della politica, ma anche in quello dei professionisti, in merito all’asta che ha visto la società in house del Comune, ICare, aggiudicarsi la Viareggio Porto, società dello stesso Ente pubblico. Intanto, le parole del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, affidate ad una breve nota: «Un bravo al sindaco e la conferma che la Regione è pronta a fare la propria parte per il pieno rilancio del porto di Viareggio». A detta di Rossi « è importante che ora questi investimenti producano utili da reinvestire, necessari per il futuro dell'infrastruttura, del turismo e dell'economia marittima. Si tratta di un bel segnale di vitalità, che dimostra concretamente l'opera di risanamento e la ripartenza della macchina amministrativa e dei cantieri».
Il Partito democratico di Viareggio al momento non prende posizione, ma la questione è al vaglio degli organismi di partito, spiega il capogruppo Luca Poletti. Nei giorni scorsi, una nota a firma del segretario Leonardo Betti e dei consiglieri Luca Poletti e Andrea Strambi, sottolineava come «sul Piano finanziario allegato alla prima delibera legata alla Viareggio Porto, evidenziamo che il livello di investimento necessario per la sistemazione degli approdi si aggiri intorno ai 2 milioni e pertanto che la previsione di 750mila euro appare quantomeno inadeguata».
Di «colpo di teatro» grazie al quale «i viareggini scoprono che ICare è ricca sfondata, talmente ricca da permettersi di pagare con risorse in proprio quasi 800.000 euro per comprarsi la Viareggio Porto», parlano i consiglieri comunali della Lega, Massimiliano Baldini, Maria Domenica Pacchini, Alfredo Trinchese ed Alessandro Santini. Carte alla mano sul fronte ICare, così la Lega, si tratta di «una situazione inverosimile che mai avrebbe fatto pensare alla disinvoltura con cui si è deciso autonomamente di affrontare una operazione di tale portata, della quale chiediamo sin d'ora conto in ogni dettaglio agli organi di controllo, a cominciare dai revisori dei conti di ICare e dello stesso Comune». Ed infine, concludono i consiglieri: «Ci chiediamo come mai le stesse risorse e le stesse energie e determinazione non siano state trovate da parte dell'amministrazione Del Ghingaro e della Regione per quei beni pubblici che ancora languono chiusi o che sono stati tristemente venduti. Per esempio, le case dell’emergenza abitativa all'asta, lo stadio da salvaguardare, la piscina ed il Teatro Politeama che sono chiusi ed inibiti ai cittadini, il mercato sempre più abbandonato, il Vasco Zappelli chiuso».
Per il Partito liberale, il segretario di Viareggio Maurizio Rosellini, pone una domanda: «Perché il sindaco, invece di coinvolgere la cooperativa dei diportisti in un piano di rilancio comune della Viareggio Porto che garantisse i diportisti stessi nei servizi, nelle tariffe, nella sicurezza, spende i soldi dei contribuenti senza dare nessuna garanzia ai diportisti assegnatari e ai 400 in lista d’attesa?». —
D.F.
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