Il Tirreno

Versilia

sanità

Igiene nei locali, ecco quando deve suonare il campanello d'allarme

Igiene nei locali, ecco quando deve suonare il campanello d'allarme

Dalle finestre sporche in sala alla polvere, dai residui di cibo nelle forchette ai cattivi odori in bagno: i consigli dell’esperto per mangiare in sicurezza

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Il bagno, dice: quello deve essere il primo campanello d’allarme. «Se un bagno è molto sporco, non ci si può aspettare che il resto del locale sia più pulito». A dirlo è Luca Lazzerini, responsabile dall’unità funzionale di sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria per la Versilia, che ogni anno dirige centinaia di controlli in bar, ristoranti, pizzerie e attività di somministrazione cibi e bevande nei sette comuni della costa. Il bagno, secondo lui, è il primo indice di pulizia di un locale, ma ce ne sono altri che possono aiutare un cliente a orientarsi sul rispetto delle norme igienico-sanitarie da parte di un’attività. Ecco quindi un piccolo decalogo che Il Tirreno ha realizzato grazie all’aiuto dell’esperto.

Punto primo: il bagno, appunto. L’odore non ha bisogno di riferimenti normativi: se c’è un cattivo odore, si sente e non va bene. L’urina, nel pavimento, non dovrebbe esserci nemmeno nella peggior discoteca di periferia: figuriamoci in un ristorante. Il sapone e gli asciugamani: se ci sono, è un buon segno.

Secondo: la polvere. «È raro, direi quasi impossibile, che le sale siano tenute peggio della zona che non si vede, cioè la cucina». E la polvere, nella zona in cui si preparano gli alimenti, non è proprio quello che si intende per igiene.

Terzo: le posate. Nessuno chiede che siano lucidate a specchio, ma se hanno grossi residui di cibo è un campanello d’allarme. Meno preoccupante è il bicchiere bianco di calcare. «Certo non sospendiamo un’attività per dei bicchieri puliti male, ma se tutte le posate sono sporche, è un segnale».

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.32557797:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2019/05/15/news/igiene-in-ristoranti-bar-e-alimentari-un-attivita-su-due-non-e-in-regola-1.32557797]]

Quarto: la cucina a vista. Questa è una garanzia per il cliente. «In questo modo possono vedere la pulizia del personale e della cucina stessa - spiega Lazzerini -, ma già la presenza della cucina a vista è una garanzia, perché sicuramente il titolare non decide di mettersi in vetrina se non rispetta la normativa».

Quinto: le finestre. Se sono sporche, può essere un segnale della scarsa pulizia dei locali.

Sesto, ma non avrebbe bisogno di essere scritto: la presenza di insetti. Che non è così rara. «Ci sono casi di sporcizie oggetto di semplici prescrizioni, altre più gravi che portano a sospensioni. Il problema non sono tanti i pavimenti o le pareti sporche. Il problema sono i piani di lavoro, gli strumenti, gli insetti. È capitato di trovare blatte e quello significa che il locale era sporco, perché vivono nella sporcizia, si nutrono dei residui di cibo. Di notte escono e girano per il locale, anche sui pianali di lavoro. Il problema è che possono portare germi patogeni con le feci».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini