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Igiene in ristoranti bar e alimentari: un’attività su due non è in regola

Melania Carnevali
Igiene in ristoranti bar e alimentari: un’attività su due non è in regola

L’Asl nel primo quadrimestre ha sospeso 15 attività per «gravi carenze» come insetti o sporcizia nei locali

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VIAREGGIO. C’è chi non era completamente in regola con la normativa Haccp e chi invece aveva scarafaggi in cucina. Piccole o grandi che fossero, le irregolarità, l’azienda sanitaria le ha trovate nel 55% dei locali passati al setaccio nell’ambito dei controlli sull’igiene pubblica. Nei primi quattro mesi dell’anno, il personale dell’unità di sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria dell’Asl (spesso in collaborazione con i carabinieri) ha controllato 298 attività, in Versilia, di produzione e somministrazione di cibo e bevande. Ristoranti, soprattutto, ma anche bar, pizzerie, negozi alimentari, al dettaglio e all’ingrosso. Quello che emerge è un quadro «non preoccupante – spiega il responsabile del reparto dell’Asl Luca Lazzerini – ma comunque non trascurabile»: un’attività su due ha presentato infatti «inadeguatezze» che hanno portato a prescrizioni.

Inadeguatezze di diverso tipo e gravità. C’è chi semplicemente non aveva il certificato di conformità degli impianti e chi invece presentava carenze più importanti. Come cibi conservati male o, peggio, scaduti. Locali sporchi, muffa sulle pareti, posate e piatti non lavati a regola d’arte. Trenta le sanzioni elevate dall’Asl in soli quattro mesi per un totale di 30mila euro. Sanzioni, spiega Asl, «principalmente relative a violazioni del regolamento Ce sulla rintracciabilità degli alimenti, all’assenza del piano di autocontrollo, alla mancata applicazione del piano o di singole procedure, mancanza di requisiti igienici e infine all’etichettatura».

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Ma il personale dell’Asl ha trovato anche locali in condizioni igieniche pessime. Quindici le attività sospese nell’arco del primo quadrimestre dell’anno: sospensioni «dovute – spiega l’azienda sanitaria – alla presenza di animali infestanti, a gravi condizioni igieniche di locali e attrezzature, o alla mancanza di autorizzazione o registrazione sanitaria».

Nello stesso periodo l’Asl ha dovuto gestire anche 17 allerta alimentari, ossia allarmi su prodotti importati. 27 i controlli effettuati dal personale dell’azienda sanitaria che però hanno portato a un unico sequestro: un miele esposto in un negozio, quando era già stato ritirato dal mercato.

Nonostante non siano poche, le irregolarità gravi trovate dall’Asl nei locali della Versilia sono diminuite rispetto allo scorso anno. Nel primo quadrimestre nel 2018, l’azienda sanitaria aveva effettuato 302 controlli: anche in questo caso nel 55% dei casi sono state riscontrate inadeguatezze che hanno portato a prescrizioni. Le sanzioni erano state 56 per un totale di circa 50mila euro. Le sospensioni sono state invece 25 dovute «principalmente a presenza di animali infestanti, gravi condizioni igieniche di locali e attrezzature, mancanza di autorizzazione/ registrazione sanitaria». Nel primo quadrimestre del 2018 sono state inoltre gestite 23 allerta alimentari che hanno interessato la zona Versilia e che hanno richiesto 121 verifiche.

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