Il Tirreno

Versilia

Consegnò alla Pampanini il primo premio Puccini

Lisa domenici ;

Suo un libro sulla musica “seria” a Viareggio 

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Lisa domenici

Fu proprio Federigo Gemignani, da sindaco, a far rinascere il Festival Puccini di Torre del lago, ormai silente da ben quattro anni. Lo racconta nel libro La musica 'seria' a Viareggio. Gemignani era l'ultimo superstite di quel manipolo di fondatori dell'attuale Festival Puccini. Se ne è andato a breve distanza dall'amico Adone Spadaccini , che sempre in quel 1971 assunse la presidenza del “Centro” fino al 1977.

Ghigo era un appassionato melomane e musicofilo. Col libro che abbiamo ricordato, lascia alla sua città, una puntigliosa ricerca sulla vita musicale a partire dal 1901 quando al teatro Pacini (Viareggio era dotata di un teatro distrutto dal bombardamento del 1944 e mai più ricostruito), si tenne un concerto per commemorare Verdi e si allestì il “Faust” di Gounod. A Ghigo, dunque, dobbiamo una strabiliante messe di informazioni e di protagonisti spesso dimenticati, che inorgoglisce la comunità viareggina.

Ma pure il Festival Puccini deve molto a Gemignani. Grazie al suo salvataggio, l'attività del Festival non è più cessata dal 1971 ed ha portato storici interpreti e pubblico numeroso. Tuttavia Ghigo andò oltre gli spettacoli: istituì il premio Puccini, che, secondo le sue intenzioni, doveva andare a una voce femminile, in omaggio alle eroine pucciniane. Lui stesso consegnò al grande soprano Rosetta Pampanini la prima statuetta, che inaugurò (e siamo ancora nel 1971) l'albo d'oro del Premio. Certo, parlando di Gemignani, non si possono ignorare altre figure, del contesto musicale cittadino, come i compositori Salvatore Orlando e Enzo Borlenghi, che Ghigo avrebbe voluto far apprezzare di più, con la diffusione della loro musica. Figure anche, come Guido Marotti, colui che nel 1910 incontrò Puccini e ne divenne amico. Gemignani raccontava di avere conosciuto Marotti, verso la metà del secolo scorso nella sua casa di via Foscolo e “nonostante la differenza anagrafica si stabilì una forte amicizia e una reciproca stima” e poi aggiungeva: “grazie ai nostri lunghi colloqui ho conosciuto meglio anche Puccini”.—



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