Il Tirreno

Versilia

I COMMENTI DEl giorno dopo 

Il presidente della Pro Loco: «È stato un Palio regolare»

Gabriele Buffoni

Ceragioli: «Se arriverà specifica richiesta dalle contrade ci riuniremo per valutare» Intanto la Lucertola difende il fantino: «Squalificare Ferrari? Non scherziamo»

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L’edizione numero 64 del Palio dei Micci si è conclusa con la vittoria della contrada Il Pozzo: per la nona volta nella sua storia è stata la contrada biancorossa ad alzare al cielo il gonfalone che rappresenta il premio più ambito dalle otto contrade della piana quercetana. Il successo di Thomas Bresciani – il giovane fantino originario della frazione di Pozzi che ha trascinato la sua contrada al trionfo per ben 4 volte (di cui le ultime due consecutivamente) negli ultimi 5 anni – è però destinato a far discutere: se infatti diversamente dalle ultime edizioni la sfida non è stata tra lui e il rivale-amico Francesco Ferrari (storico fantino della Lucertola), il portacolori della contrada di Ripa è stato comunque protagonista di una vicenda che ha scatenato al termine della corsa accesissime polemiche. Durante l’ultimo giro della corsa di domenica infatti – stando alle proteste di Ranocchio, Leon d’Oro e Ponte, le tre contrade che stavano recuperando terreno sul miccio del Pozzo – il fantino della Lucertola non si sarebbe scostato in tempo dalla traiettoria per facilitare il proprio doppiaggio facendo “da tappo” all’eventuale recupero.

SODDISFAZIONE E SILENZIO

Mentre gli animi tra le contrade appaiono tutt’altro che distesi, la Pro Loco di Querceta incassa la vittoria nella roulette russa del maltempo. «Abbiamo conseguito un ottimo incasso – commenta il neo-presidente dell’associazione Gianluca Ceragioli, al suo primo Palio vestendo la carica principale dell’ente («anche se ho sempre lavorato dietro le quinte in tutti questi anni: la differenza è che non mi toccava fare discorsi in pubblico, cosa che non mi fa sentire proprio a mio agio») – nonostante il rinvio di una settimana l’affluenza di pubblico è stata notevole anche visto e considerato che, pur non piovendo, il meteo domenica non è comunque stato dei migliori: rimandare però ancora il Palio avrebbe creato problemi e una considerevole perdita economica, pertanto abbiamo preferito andare avanti». Una scommessa su cui la Pro Loco ha avuto ragione: sebbene leggermente inferiore rispetto allo scorso anno (quando però non ci furono rinvii), l’incasso totale supera infatti i 30mila euro. Non una parole invece sulle polemiche che hanno fatto seguito alla corsa e sull’annuncio, da parte del presidente del Ranocchio Roberto Leonardi, di presentare una richiesta di squalifica per il fantino Ferrari in vista della prossima edizione. «Ad oggi non abbiamo ricevuto reclami ufficiali – dichiara il presidente della Pro Loco – per quanto ci riguarda perciò il Palio si è svolto regolarmente e senza intoppi. Quando e se arriverà specifica richiesta da parte delle contrade, il consiglio della Pro Loco si riunirà per valutare e decidere».

POLEMICHE STERILI

A dire la sua è invece il presidente della Lucertola Giovanni Boccoli, pronto a schierarsi in difesa del proprio fantino. «Si tratta solo di polemiche sterili dettate dalla voglia di mettere tutto sul piano del campanilismo tra contrade – dichiara il presidente rossoverde – chi protesta lo fa perché non sa accettare la sconfitta. Squalificare Ferrari? Non scherziamo – prosegue Boccoli – stiamo polemizzando su ciò che ha fatto un asino quando a fine gara il mio fantino è stato costretto a lasciare lo stadio e io stesso sono stato aggredito e preso a male parole da contradaioli di altri gruppi. È sufficiente rivedere i filmati per rendersi conto che alla prima occasione Francesco (Ferrari, ndr) si è scostato per lasciarsi doppiare». —

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