Il Tirreno

Versilia

Incidente alla Granfondo: ecco cosa è successo in quella curva. Aperta un'inchiesta

Donatella Francesconi e Tiziano Baldi Galleni
Incidente alla Granfondo: ecco cosa è successo in quella curva. Aperta un'inchiesta

Stazzema, le indagini dovranno appurare se era necessario segnalare l’incrocio tra la Provinciale e la strada privata. Il ciclista è conosciutissimo a Forte

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STAZZEMA. Sono ancora gravissime le condizioni di Roberto Silva, 53 anni, uno dei titolari del colosso del sapone di Marsiglia “Desa”, rimasto ferito nell’incidente accaduto alla “Granfondo Versilia” domenica mattina. L’uomo, residente in Lombardia, è andato a sbattere con la bicicletta in una piccola Renault che sulla provinciale di Arni era arrivata da una stradina privata.

Una moto dell’organizzazione - così le prime ricostruzioni - ha fermato l’auto dietro una curva. Dalla quale sono arrivati i ciclisti, probabilmente tagliando la curva stessa. L’ impatto della bicicletta di Silva con uno degli angoli dell’auto ha fatto da catapulta. Ed il ciclista è piombato sul parabrezza andando a sbattere volto, cranio e torace. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, la Renault - guidata da una ragazza di 21 anni - è sbucata da una via secondaria dove non erano segnali della gara, ed ha proseguito per circa 200 metri sulla Provinciale.

L’inchiesta dovrà accertare se la gara dovesse essere segnalata all’incrocio tra strada privata e Provinciale. «All’incrocio più importante di Arni non c’era nessun addetto alla gara a fermare il traffico. Stessa situazione all’incrocio a Tre Fiumi. Abbiamo visto soltanto le staffette di gara arrivare davanti ai ciclisti per interdire le auto». È l’osservazione di alcuni residenti che non se la sentono di dare colpe alla ragazza che era alla guida della Renault. Gli atleti scendevano come proiettili dalla provinciale di via di Arni. All'altezza della località Contra, fra la frazione di Levigliani e Retignano, è avvenuto l’impatto. Altre testimonianze raccontano che, nelle quattro intersezioni sulla provinciale nelle due frazioni, prima del passaggio dei ciclisti erano presenti gli addetti dell'organizzazione per impedire che i veicoli si immettessero nel tracciato di gara. Ma dopo l’incidente, quando l’auto di “Fine gara ciclistica” non era ancora transitata, gli stessi incroci erano già scoperti. Malcontento sulla gestione della gara trapela anche dal Municipio di Stazzema. Nessuna dichiarazione ufficiale, ma qualcuno si lascia scappare che «gare del genere, soprattutto in discesa dove si va a velocità elevate, devono essere organizzate con più attenzioni». L’ordinanza di chiusura al traffico del tracciato percorso da 1.400 ciclisti transitati in modo molto spezzettato era del Prefetto di Lucca e prevedeva uno stop al traffico di 45 minuti dal primo atleta.

Intanto, la Forte dei Marmi che va su due ruote è in trepidazione per le condizioni di Silva. Parte della famiglia è residente a Forte. «Ci conosciamo da una vita e si conoscevano i nostri padri», racconta al Tirreno Claudio Maggi del team di cui Silva è atleta e sponsor e che ha postato su Facebook il messaggio che pubblichiamo. «Roberto è uno sportivo totale», ricorda Maggi: «E confidiamo nel suo fisico».

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