Gioco
Iniziativa del sindaco: più vicina la chiusura dell’ex cava Fornace
Giovannetti chiede di rivedere l’autorizzazione alla Regione «Se il sito sarà definito pericoloso agiremo di conseguenza»
Un primo passo verso la chiusura in sicurezza di Cava Fornace quello che si accompagna alla richiesta, inoltrata dal Comune alla Regione, della revisione dell’autorizzazione integrata ambientale. Richiesta che arriva all’indomani della classificazione, da parte di Asl, dell’impianto di Cava Fornace, certificato come “industria insalubre di prima classe”. Da qui il via libera a una procedura a firma del sindaco Alberto Giovannetti che segue quella di alcune settimana fa del vice sindaco Elena Bartoli. «Nella richiesta di revisione dell’Aia è stata inclusa la richiesta del parere igienico sanitario - spiega il sindaco - la classificazione dell’impianto da parte dell’Asl ci mette ora nelle condizioni di muoverci nell’alveo della legalità e soprattutto di un percorso trasparente, serio e concreto. Vogliamo, così come lo vogliono i cittadini, la chiusura in sicurezza del sito. Il nostro obiettivo, rispetto a un anno fa, non è cambiato di una virgola, ma a differenza di molte polemiche e solleciti che leggo, a volte anche a sproposito, noi abbiamo fatto quello che un’amministrazione responsabile deve fare con atti veri e non con discorsi e promesse. Ci muoveremo con la stessa attenzione e responsabilità per le altre criticità ambientali del nostro Comune per tutelare la salute dei nostri concittadini ed il nostro ecosistema. La richiesta della revisione dell’Aia e il parere igenico-sanitario ci mettono in condizione, a seconda di quali saranno i risultati, di agire di conseguenza con la solita praticità che ci contraddistingue».
«Se è pericoloso deve essere chiuso» ribadisce Giovannetti che poi invita i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle che hanno legami diretti con il governo a «darci una mano: criticano la nostra amministrazione quando potrebbero, con un colpo di decreto, far chiudere il sito, ma si limitano a passeggiate esplorative con i parlamentari e sedute con la stampa. Noi produciamo risultati. Tangibili e responsabili perché così fanno le persone serie e non con spot o video in diretta». —
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