Italia
Nautica, sburocratizzare è la parola d’ordine del Governo
Le imprese chiedono di far crescere le strutture portuali italiane necessarie «per un settore produttivo che deve guardare avanti»
VIAREGGIO. Far crescere le strutture portuali italiane e farlo in fretta «per quelle che sono le esigenze di un settore che deve guardare avanti»: è la richiesta che il mondo produttivo della nautica ha portato all’attenzione del ministro dei trasporti ed infrastrutture Danilo Toninelli, ieri pomeriggio al Versilia Yachting, con visita ad alcuni cantieri, presente anche il personale della Capitaneria di porto che ha lavorato alla sicurezza ed alla buona riuscita dell’appuntamento, ed il direttore marittimo della Toscana ammiraglio Giuseppe Tarzia.
Infrastrutture e sburocratizzazione sono le parole d’ordine sottolineate anche da Vincenzo Poerio, presidente del Distretto tecnologico per la nautica e la portualità toscana.
«Una delle prime cose che dovrò fare certamente, restante il fatto che la delega in capo al viceministro Rixi, è chiamare tutti gli stakeholder perché stiamo progettando un impianto normativo di semplificazione e trasparenza riguardo la portualità in Italia e le concessioni. Oggi le imprese italiane che lavorano bene, e a cui va il plauso di tutto il Governo, hanno di fronte una burocrazia troppo pesante. Compito dello Stato e del sottoscritto semplificare loro la vita».
Nel suo giro tra stand e banchine, il ministro si è intrattenuto con Michele Gavino, amministratore delegato del Gruppo Baglietto, il quale ha ricordato come «tutti i cantieri, a livello internazionale, stiano cercando di lavorare sulla sostenibilità ambientale del prodotto».
In visita al cantiere Benetti, dove è salito a bordo di uno yacht in costruzione (così come ha fatto con il modello Baglietto che invece è già in acqua), Toninelli ha stretto le mani dei dipendenti schierati per l’occasione e si è a lungo confrontato con l’amministratore delegato Franco Fusignani.
Inevitabile che al ministro toccasse il compito di rispondere ad una domanda sugli sbarchi dei migranti ed alle mille questioni sociali e politiche vi sono connesse: «Il modello è quello della sicurezza e della legalità. Il plauso va ai nostri militari, guardia costiera, guardia di finanza, Marina militare che fino ad oggi hanno salvato centinaia di vite umane nel Mediterraneo. I dati degli sbarchi sono infinitamente diminuiti e noi continueremo su questa strada, interloquendo sempre più con gli altri Paesi europei che devono, e hanno già iniziato, a farsi carico del problema».
E, dal fronte della politica, non si è spenta l’eco della protesta del presidente Enrico Rossi per il taglio del nastro che non l’ha atteso, mettendo così in evidenza la sola presenza del vice ministro Edoardo Rixi: «Rossi, invece di chiedere scusa a tutti per il ritardo di oltre venti minuti, ha visto bene di prendersela proprio con l'ospite più autorevole, davanti alle telecamere e con grande imbarazzo per tutti, a cominciare dalle Autorità civili e militari oltre che degli organizzatori e dei vari soggetti rappresentanti le associazioni presenti», scrivono i consiglieri comunali della Lega, Maria Domenica Pacchini, Massimiliano Baldini, Alfredo Trinchese e Alessandro Santini. —
D.F.
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