Gioco
Campione paralimpico si uccide in un parcheggio a Viareggio
A trovare il corpo del 48enne, sulla sedia a rotelle, è stato un dipendente di un centro medico poco distante. Il mondo dello sport sotto choc: "Tutto quello che faceva Lorenzo diventava oro". Da pochi mesi era diventato papà
VIAREGGIO. È Lorenzo Major, campione mondiale paralimpico di arrampicata originario di Forlì, il 48enne disabile che si è tolto la vita sparandosi nel parcheggio ai lati dell'Agenzia delle Entrate di Viareggio (Lucca). Il luogo sarebbe solo casuale perché da prime ricostruzioni degli inquirenti non si ipotizzano motivi economici dietro a un gesto che nessuno riesce a spiearsi. Il pm Antonio Mariotti ha disposto l'autopsia, che dovrebbe svolgersi la prossima settimana, dopo una prima ricognizione cadaverica effettuata sul posto dal medico legale, Stefano Pierotti. Aveva iniziato a praticare moltissimi sport paralimpici dopo aver reagito all'incidente che lo aveva costretto in carrozzina a 31 anni. Ed in quasi tutte le discipline era arrivato ad altissimi livelli. Da pochi mesi, poi, Lorenzo era diventato papà.
Ci sono alcuni aspetti che la polizia deve chiarire: sembrerebbe infatti che l'uomo abbia delle ferite al naso e alla testa. Alcuni pallini di piombo sono finiti nella vetrata al piano terra di un edificio che si trova vicino al parcheggio e in un vetro ai piani alti dello stesso immobile. Gli inquirenti stanno cercando di capire il motivo per cui Major si trovava a Viareggio, dopo avere contattato i familiari. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri. A trovare il corpo del quarantottenne, sulla sedia a rotelle, è stato un dipendente di un centro medico poco distante.
Major era in Toscana perché stava partecipando al raduno con la Nazionale in vista della Coppa del Mondo di scherma in carrozzina. Arrampicata e scherma, ma anche kayak, basket, paratriathlon, pesistica e tanto altro: Lorenzo era un atleta a 360 gradi. Quando iniziava un'impresa sportiva la portava sempre fino in fondo, arrivando al massimo. Prima dell'incidente in moto che, quando aveva 31 anni, gli provocò una paraplegia permanente, era un agonista di alto livello nelle arti marziali.
Poi ha scoperto lo sport paralimpico per rilanciarsi. Non ha mai partecipato alle Olimpiadi, ma è arrivato comunque ai vertici mondiali in diverse specialità. Tra quelle che praticava c'era il tiro a segno e probabilmente proprio per questo possedeva un'arma. Aveva ripreso a fare scherma da non molto, e si allenava con la Zinella Scherma di San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, realtà che da anni porta avanti progetti integrati. Persona descritta da tutti come solare e con grandi capacità comunicative, partecipava anche a incontri all'università, insieme a Melissa Milani, presidente del comitato paralimpico dell'Emilia-Romagna e docente. "Tutto quello che faceva Lorenzo diventava oro", lo ricorda ora Milani, sconvolta dalla notizia, così come tutte le persone a lui vicine.
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