Sicurezza
Salta il progetto delle case al posto dell’Hotel Blume
Chiuso da ormai dieci anni, potrebbe essere acquistato dai Madonna per ampliare il 5 stelle Byron che in questo modo avrebbe dieci camere in più
forte dei marmi. Le case al posto dell’hotel Blume, sul lungomare di Forte dei Marmi, non si faranno più. «La società si è ritirata, non è più andata avanti con l’iter», spiega a Il Tirreno l’assessore ai lavori pubblici Enrico Ghiselli. In ballo c’è altro, per quella struttura ormai abbandonata da dieci anni. Forse di meglio. Pare infatti con i proprietari dell’hotel accanto, il cinque stelle Byron, siano interessati ad acquistarlo per ampliarsi.
Un progetto che la famiglia Madonna (sono proprietari anche di altri importanti alberghi sulla costa come il Plaza e de Russie di Viareggio) aveva tirato fuori già venti anni fa e che adesso sembra voler riproporre. In questo modo verrebbero aggiunte circa dieci camere a quella struttura super lusso che con quel suo stile vecchia Versilia è un’icona del turismo del Forte.
Già lo scorso anno, il Byron aveva visto una importante ristrutturazione. Si era infatti dotato di ventinove camere ultra comfort e sette suite dai prezzi più modici, più una super suite da 150 metri quadrati, con terrazza all’aperto affacciata sul mare e dotata di ogni comodità. Il tutto per un investimento totale di circa 6 milioni di euro, che ha ulteriormente impreziosito uno degli alberghi più prestigiosi della Versilia. Se la struttura dell’hotel Blume finisse nella sua orbita potrebbe finalmente sbocciare, fedele al nome che porta: blume significa infatti fiore in tedesco.
Di primavere, ad oggi, l’hotel ne ha viste poche. Di progetti invece tanti. Prima la trasformazione dell’edificio in appartamenti, poi in un hotel di lusso, poi di nuovo appartamenti, in un percorso da mal di mare, che si sarebbe dovuto chiudere lo scorso anno con l’okay del consiglio comunale alla richiesta di permesso a costruire (case) e che invece era stato rimandato tutto alla commissione urbanistica. E nel tragitto di ritorno il progetto è sparito.
Il progetto finale della Blume srl prevedeva la ristrutturazione del fabbricato principale, elevato su tre piani, per una superficie totale di 1. 000 metri quadrati e la sua trasformazione in tre case, che la società poi avrebbe potuto vendere. Poi c’era una dependance di 169 metri quadrati, su due piani, anche quella da ristrutturare e trasformare in una villa da cedere al Comune (per rivenderla) nella logica del do ut des: ti permetto di farci case, purché... «Ma da quel momento non si è più saputo niente dalla società che ha fatto saltare l’iter di approvazione. È evidente che non è più interessata al progetto», spiega l’assessore ai lavori pubblici. —
Melania Carnevali
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