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Alto tasso di mortalità «Inquinamento killer»

Luca Basile
Alto tasso di mortalità «Inquinamento killer»

Le associazioni ambientaliste lanciano l’allarme puntando il dito su mancate bonifiche e rete idrica

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. A Pietrasanta, e nel resto della Versilia, il tasso di mortalità è più alto rispetto alla media regionale. I dati, prendendo a riferimento il periodo 2006-2015 e resi noti da Medicina Democratica durante il convegno andato in scena sabato scorso nel Chiostro di Sant’Agostino, confermano, purtroppo, quanto già ufficializzato da Asl un anno fa a margine della mortalità, in zona, correlata a varie patologie.

«Pietrasanta e la Versilia sono in testa a classifiche poco invidiabili: mortalità, tumori, inquinamento. Dobbiamo preoccuparci seriamente» rilanciano gli organizzatori di un appuntamento – Associazione per la Tutela Ambientale della Versilia, Comitato Tallio Valdicastello, Acqua di Tutti, Comitato No Cava Fornace, Wwf Alta Toscana Onlus, Amici della Terra Versilia – che ha visto la partecipazione di circa 150 persone.

«In silenzio e lontane da tutto e da tutti, gran parte delle istituzioni versiliesi invitate, salvo rarissime eccezioni. L’assenza più pesante purtroppo, è stata proprio quella dei “padroni di casa”, l’amministrazione di Pietrasanta, che nonostante invitata attraverso il sindaco Alberto Giovannetti, non è riuscita ad inviare ufficialmente nessuno per udire in viva voce i dati scientifici emersi» evidenziano i comitati.

«Il tasso di mortalità a Pietrasanta, per tutte le cause, prendendo a riferimento il decennio in questione, è superiore dell’11% rispetto alla media della Toscana. Così come è più alta, del 17%, sempre a Pietrasanta rispetto alla media regionale, la mortalità per tumori, Anche il dato della mortalità a Pietrasanta per problematiche dell’apparato circolatorio risulta superiore al resto della regione: in questo caso è in eccesso dell’8,7%» è stato riferito durante il convegno sempre prendendo a riferimento i dati di Medicina Democratica che hanno evidenziato problematiche anche nel territorio di Stazzema. «Tra siti che necessitano una bonifica immediata e radicale, fondi europei che ignoriamo del tutto o lasciamo scadere per incapacità politica e amministrativa, chilometri di tubature in eternit nella distribuzione idrica, arsenico e altri metalli pesanti nocivi presenti, per noi è un dovere civile far emergere la ricerca della verità scientifica ed epidemiologica per metterla a disposizione di chiunque. Ogni cittadino ha il diritto di sapere – spiegano i comitati – nel nostro territorio abbiamo siti abbandonati prima di adeguata bonifica e messa in sicurezza, colonie batteriche che minano la salubrità dell’ambiente che circonda, microplastiche, mari ormai colpiti costantemente da divieti di balneazione. Scientificamente parlando tutto questo provoca un effetto “cocktail” che per l’uomo l’ambiente e la salute porta ai dati statistici allarmanti per la Versilia. La divulgazione effettuata in modo corretto è il primo passo nel cercare di risolvere le problematiche grazie anche al dialogo e alla condivisione. Il secondo aspetto fondamentale emerso sempre durante il convegno è che alcuni enti, tra cui il dipartimento di Scienze della Terra, Cnr, Arpat e Regione Toscana si stanno adoperando per reperire fondi europei per attuare soluzioni». —

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