Gioco
Offre lavoro a Londra nel proprio ristorante
Stefano Maggi, viareggino di 33 anni, nel 2011 ha deciso di trasferirsi nella capitale inglese perché - diceva - «voglio provare un’esperienza nuova». E ora assume
VIAREGGIO. Dal referendum sulla Brexit (sono passati poco più di 1000 giorni, era il giugno 2016, ndr) gli italiani che vivono a Londra sono sempre meno. Prima, quando pubblicavo un annuncio di lavoro, ricevevo almeno una decina di curriculum al giorno. Oggi, invece, pochissimi». Stefano Maggi è un imprenditore viareggino trentratreenne. Nel 2011 ha deciso di trasferirsi nella capitale inglese perché - diceva - «voglio provare un’esperienza nuova».
Il primo impiego in un ristorante, “il Bianco 43”, a Greenwich del quale, pochi mesi dopo, sarebbe divenuto manager. Due anni più tardi, l’apertura di un altro locale – stesso nome – a Blackheath (sud-est di Londra): Maggi è uno dei soci. «Da quando il Regno Unito ha votato per l’uscita dall’Unione Europea, molti italiani si sono spaventati. Un amico che lavorava qui è tornato subito a casa in preda allo scoramento», racconta. Eppure, a suo giudizio, le condizioni di impiego e di vita non sono cambiate. Non ancora, almeno. «Può esserci qualche difficoltà in più per l’apertura di un conto corrente, ma per il resto è tutto come prima. Non c’è motivo di avere timori». Da qui l’imprenditore viareggino trae spunto per offrire lavoro nel suo ristorante. «Siamo sempre alla ricerca di nuove figure da inserire in organico. Sono aperte diverse posizioni: chef, pizzaioli, camerieri, lavapiatti. Il 90% del personale è composto da ragazzi italiani, bravi e con voglia di fare. In Inghilterra vige una minimum wage (il salario minimo) che varia in base alle fasce d’età: 6,15 sterline (7,18 euro) all’ora tra i 18-20 anni, 7,70 (8,99) tra i 21-24, 8,21 (9,58) per chi ha dai 25 anni in su». Il suo futuro prossimo Maggi se lo immagina ancora a Londra perché, dice, “Qui si guadagna di più e le opportunità sono maggiori rispetto all’Italia, dove invece le difficoltà sono croniche». La minaccia della Brexit ad ora non crea particolari problemi: «Dal 31 ottobre (quando scadrà la proroga flessibile concordata tra Unione Europea e Gran Bretagna, ndr) si vedrà».
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