La protesta
L’uomo arrestato per l’omicidio del padre non risponde alle domande del giudice
Interrogatorio davanti al gip per Stefano Castellari, nel pomeriggio è stata eseguita l’autopsia
VIAREGGIO. Non ha dato alcuna nuova versione dell’accaduto. Stefano Castellari, arrestato per l’omicidio del padre avvenuto nel pomeriggio di lunedì scorso, è stato interrogato ieri mattina dal giudice per le indagini preliminari ma non ha risposto ad alcuna domanda. L’uomo aveva confessato agli inquirenti giunti sul posto. Ma alcuni punti della ricostruzione ancora sono oscuri e non è chiaro se Stefano fosse stato colpito per primo dal padre e se, al termine del litigio, abbia effettivamente soffocato il genitore con un cuscino. Tesi quest’ultima ai quali i difensori di Stefano non credono fino in fondo. Dettagli questi che potrebbero emergere anche dai risultati dell’autopsia condotta ieri dalla dottoressa Ilaria Marradi, assistita da Donato Alcorano, responsabile del posto fisso all’ospedale Versilia di Lido di Camaiore.
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Tutti tasselli che potrebbero cambiare in parte la posizione di Stefano, che rimane ancora indagato per l’omicidio del padre.
Ma una nuova ricostruzione ieri mattina non è arrivata e Castellari ha deciso di non parlare: si è avvalso appunto della facoltà di non rispondere.
Il giudice per le indagini preliminari è Alessandro Trinci, il pubblico ministero Lucia Rugani. A difendere l’uomo gli avvocati Sandro Guerra e Luigi Velani.
Intanto, come detto, nel primo pomeriggio di ieri è cominciata la lunga sessione per l’autopsia che è durata alcune ore. Dai primi risultati è emerso che effettivamente c’è il trauma cranico provocato dalla pietra ornamentale usata per colpire l’uomo. Evidenti sul corpo del settantanovenne anche i segni del cuscino sul volto. Secondo un primo responso medico non definitivo, le due cose sarebbero state concausa della morte dell’uomo.
Tuttavia la dottoressa Marradi ha deciso di fare ulteriori analisi: verrà eseguito anche un esame istologico, verrà quindi esaminato al microscopio un campione di tessuto biologico per capire definitivamente la causa della morte del pediatra neonatologo in pensione. Per avere i risultati definitivi bisognerà attendere all’incirca un mese. Già nella giornata di oggi potrebbe essere liberato il cadavere per permettere alla famiglia di potere organizzare il funerale.
Il dramma, come è noto, è avvenuto nel primo pomeriggio di lunedì: intorno alle 15 è scattato l’allarme alla centrale operativa del 118 nella casa dell’ultimo piano di via De Sortis 9 al Varignano.
Secondo una prima ricostruzione fatta dagli inquirenti sul posto, Stefano Castellari avrebbe ucciso il padre Roberto al termine di una lite scoppiata per futili motivi. La dinamica, ancora in parte da chiarire, avrebbe comunque come punti fermi i colpi in testa inferti da Stefano con una pietra che si trovava nel salotto di casa. In un secondo momento l’uomo avrebbe poi premuto un cuscino contro la faccia dell’uomo.
Una prima versione dei fatti che però non è stata confermata da Castellari in quanto durante l’interrogatorio davanti al gip di ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere. —
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