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L’appello degli attori del Forte «Qui c’è tutto ma non un teatro»

Melania Carnevali
L’appello degli attori del Forte «Qui c’è tutto ma non un teatro»

Il regista Angelo Polacci si fa portavoce della protesta delle compagnie del paese «Da anni siamo costretti ad andare in altri comuni per i nostri spettacoli»

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È la capitale del lusso, il centro della dolcevita versiliese, nonché uno dei municipi più ricchi di Italia con un saldo in banca che si aggira attorno ai 20 milioni di euro (anche se per il patto di stabilità non possono essere toccati). Eppure Forte dei Marmi non ha un teatro. Proprio così: non-ha-un-teatro. E non lo ha da tempo.

«L’ultimo è stato chiuso alla fine degli anni Ottanta e da allora gli attori non hanno più un luogo dove mettere in scena i propri spettacoli», racconta Angelo Polacci, attore e regista fortemarmino. Nel Duemila ha fondato la compagnia “Teatro delle arti”, un piccolo gruppo di attori, cresciuto negli anni, che adesso porta i suoi musical in giro per la Toscana e la Liguria.

A Forte dei Marmi, no. Cioè: sì, «ma solo d’estate. D’estate – dice – di posti ce ne sono assai: ci sono infatti Villa Bertelli e la Pineta Tarabella. Ma d’inverno non c’è niente che faccia al caso nostro. Andiamo in scena al teatro Jenco, al teatro comunale di Pietrasanta, al Manzoni di Massarosa, siamo stati anche al cinema teatro Don Bosco di La Spezia». Polacci adesso si fa portavoce delle compagnie di teatro del territorio (c’è anche “Versilia in bocca” tre quelle storiche del Forte) per lanciare un appello all’amministrazione comunale. Un appello molto sintetico: «Dateci un teatro».

D’inverno il Comune utilizza l’auditorium della scuola Ugo Guidi di Vittoria Apuana per le rassegne teatrali per famiglie e bambini: una struttura che ovviamente non può essere utilizzata per un cartellone di grido. «Quello che manca è un vero teatro – dice Polacci –. E pensare che Forte dei Marmi ne aveva due prima». Erano: il cinema teatro Nuovo Lido, poi trasformato in multisala, e il cinema Principe, chiuso definitivamente dagli anni Settanta. «È triste essere un attore, avere una compagnia anche di successo e non poter mettere in scena gli spettacoli nel comune in cui si vive. Ma è ancora più triste pensare che d’inverno i fortemarmini debbano andare in altri comuni per vedere uno spettacolo, che qui non ci sia nulla da fare».

Un posto che potrebbe essere trasformato in un teatro, secondo il regista, ci sarebbe: è l’ex Motonautica Tonini, un capannone in via Vico inutilizzato da anni. «La struttura è grande, non è lontano dal centro e avrebbe anche la disponibilità di molti posti auto». E ci sarebbe anche un imprenditore già pronto ad acquistarlo, dice Polacci, «sempre che il Comune faccia la sua parte, anzitutto concedendo il cambio di destinazione d’uso». —

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