Toscana
Tifoso della Carrarese con i giovani parlava di calcio
CARRARA. «La risurrezione di Cristo ci ricorda che noi siamo spiriti incarnati e che i segni e i gesti non sono secondari nella vita di una persona e anche di un cristiano. Pensiamo alla bellezza di una carezza, non basta una parola».
Così don Beniamino Bedini si rivolgeva ai fedeli di Capezzano Pianore, Santa Lucia e Monteggiori ringraziandoli per la partecipazione alla Pasqua. Nessuno poteva sapere che sarebbero state le sue ultime parole da guida della comunità religiosa.
Don Beniamino era nato a Carrara, avrebbe compiuto 46 anni a ottobre. La sua famiglia abita a Fossola: una famiglia di 4 fratelli e una sorella, lui unico sacerdote e due fratelli calciatori in serie minori. Era stato ordinato sacerdote a Lucca nel 1999, dopo essere entrato come diacono nella parrocchia di Sant’Anna nel 1998: l’anno successivo era diventato il vicario parrocchiale del quartiere, il più popoloso della città delle Mura. Ci è rimasto per 16 anni, fino al 2015, quando è diventato parroco a Capezzano. Nel frattempo era diventato anche cappellano territoriale della polizia (nominato nel 2003).
Chi l’ha conosciuto nella sua attività di viceparroco a Sant’Anna lo ricorda come molto giocherellone e giovanile: si occupava anche dei corsi prematrimoniali e soprattutto dell’oratorio. Proprio i ragazzi che all’epoca frequentavano la parrocchia lo ricordano con molto affetto. Ma in generale un po’ tutti a Sant’Anna gli volevano bene. Tifoso della Carrarese e della Fiorentina, capitava che andasse allo stadio: il calcio gli piaceva molto, era argomento di conversazione con i giovani.
La Misericordia di Capezzano Pianore piange «la prematura scomparsa del proprio correttore. Che la terra ti sia lieve». —
R.V.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
