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Sea rivendica i fondi Ato Del Dotto a Miracolo: «Non siete più gestori»

Donatella Francesconi
Sea rivendica i fondi Ato Del Dotto a Miracolo: «Non siete più gestori»

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VIAREGGIO. Una «madornale svista» di Ato, alla quale il presidente di Sea Ambiente, Fabrizio Miracolo spera «si rimedi nel più breve tempo possibile»: è così che viene definito il finanziamento ottenuto dal Comune di Camaiore per implementare la raccolta differenziata. Una cifra di oltre 1 milione che Miracolo ritiene sia di Sea Ambiente. La lettera aperta di Miracolo a Del Dotto è l’ennesimo atto dello scontro sulla gestione del servizio rifiuti che ha visto il Comune di Camaiore decidere di lasciare Sea per rivolgersi ad Ersu. Questione che sarà discussa al Tar il 23 maggio. Al sindaco di Camaiore, il presidente Miracolo chiede espressamente di «fare un passo indietro». In nome della «serenità familiare che per molti operatori Sea è sospesa in attesa della sentenza del 23 maggio». Sentenza che dovrà rispondere al ricorso presentato da Sea Ambiente contro la decisione di Camaiore, con il sostegno del Comune di Viareggio e di RetiAmbiente.

La risposta del sindaco Alessandro Del Dotto non si è fatta attendere: «Lei mischia questioni personali ad affari amministrativi e politici, con l’odore di tutta la sua (vostra) paura per il tramonto di un rapporto contrattuale che non ha alcun collegamento con la mia o la sua persona: perché in mezzo c’è l’interesse pubblico». In merito al finanziamento concesso da Ato al Comune, Del Dotto sottolinea: «Lei trascura che Sea non è più il gestore, e che pertanto - come lo stesso Ato ha ammesso - il Comune possiede tutti i requisiti per ricevere il finanziamento che gli è stato assegnato». Il sindaco di Camaiore, in questa vicenda, mantiene la posizione presa da mesi: «Mi corre l’obbligo di richiamarla a svolgere con senso istituzionale ed educazione il suo ruolo. Controllando l’organizzazione aziendale, le strutture organizzative, gli uffici, le officine meccaniche, i rapporti e i contratti con i subappaltatori; curandosi di premiare per i risultati e non per la fedeltà personale o politica; raggiungendo obiettivi di raccolta differenziata che giustifichino l’entità dei suoi compensi; operando per far uscire Sea Ambiente dalle arcinote secche della mancanza di efficienza, trasparenza e senso della propria missione. Lo dovrebbe a tutti quei cittadini che nella loro bolletta Tari mettono i soldi per il suo compenso, regalato dalla solita politica delle spartizioni». —

Donatella Francesconi

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