Sicurezza
Ucciso dal figlio: Castellari, una vita tra la chiesa e i neonati
Il medico era in pensione dal 2005: aveva lavorato a Neonatologia al Versilia. La moglie insegnava catechismo alla parrocchia del Varignano
VIAREGGIO. «Una famiglia modello da ammirare». Tutti al Varignano conoscono bene i Castellari. Una famiglia molto numerosa: padre, madre e otto figli, tutti cresciuti nel quartiere. Tanti sono stati i piccoli pazienti che Roberto ha visto crescere. Generazioni di viareggini. . L’uomo, 79 anni, è stato ucciso nel pomeriggio di ieri dal figlio Stefano che secondo una prima ricostruzione, dopo una lunga discussione durata alcuni giorni, lo ha prima colpito con una pietra ornamentale trovata in salotto e poi lo ha soffocato con un cuscino. Un delitto che ha sconvolto l’intera famiglia che nel pomeriggio di ieri si è recata all’appartamento dove si è consumato l’omicidio.
Ma tutta la famiglia Castellari è molto conosciuta al quartiere Varignano: qui hanno vissuto da una vita intera, nel condominio di via De Sortis, proprio nell’appartamento dove ieri si è consumato il dramma familiare.
I conoscenti e i vicini parlano di una famiglia modello. L’anziano Castellari, pediatra e neonatologo in pensione, ha lavorato fino al 2005, quando è andato in pensione. Ha prima esercitato la libera professione. Nel 1967 è entrato all’Asl Versilia come assistente volontario ed è stato poi assunto nel 1970.
Nel 1973, il professor Pasquinucci gli chiese di passare alla sezione “prematuri” e da allora si è sempre occupato di neonati. Nel periodo prima di andare in pensione il medico si aprì proprio sulle pagine del Tirreno denunciando il fatto di subire delle discriminazioni sul luogo di lavoro a causa della divergenza di vedute con i propri superiori. Castellari era un uomo dalla forte passione politica e sostenitore del ministro dell’Interno Matteo Salvini di cui condivideva il pensiero riguardo all’immigrazione e alla politica nazionale.
La famiglia si è distinta negli anni per la grande fede religiosa: ogni domenica a messa alla chiesa della Resurrezione, a poca distanza da casa. La moglie di Castellari, Margherita Giannoni, 75 anni, malata da anni e per questo costretta a letto, ha fatto per anni la catechista in parrocchia e ha visto tanti piccoli del quartiere. È una donna molto ben voluta dal vicinato. È stato Stefano a occuparsi di lei nell’ultimo periodo, insieme al padre.
Roberto e Margherita, compagni di una vita, hanno avuto ben otto figli. Tutti cresciuti nel quartiere. Roberta, Stefano, Francesca, Marco, Pietro, Lucia, Maria, Michele. Alcuni dei figli di Roberto negli anni hanno imparato a suonare strumenti musicali: Stefano, che ieri ha compiuto il terribile gesto di uccidere il padre, suonava il violino, Marco e Pietro invece l’organo e pianoforte, Pietro l’oboe. Tutti insieme suonavano durante le cerimonie alla chiesa del Varignano.
Quella di ieri è stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno: nessuno dei vicini si sarebbe mai immaginato che una cosa del genere sarebbe accaduta a una famiglia così unita e devota.
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