La manifestazione
Maxi risarcimento dal Comune per l’incidente in via dei Lecci
Il giudice ha stabilito che l’Ente deve una somma di quasi 700.000 euro ad un giovane che sbandò con lo scooter e finì contro un albero fuori sagoma
Una serata con gli amici, in piena estate, il ritorno a casa in scooter, ed in un attimo la vita cambia, a soli 22 anni, e per sempre. Matteo Lelli oggi ha 30 anni, ma porta addosso i segni dei mesi trascorsi in coma dopo l’incidente sulla via dei Lecci, la notte del 10 luglio 2011. Per quella tragedia, causata da una radice sporgente che ha mandato il ragazzo a sbattere con la testa contro il ramo di un albero, poco dopo aver imboccato via dei Lecci in direzione Torre del Lago, il Comune di Viareggio è stato condannato dal Tribunale di Lucca al risarcimento di 697.838,50 euro.
La famiglia Lelli, assistita dall’avvocato Riccardo Gambi (Foro di Lucca), ha portato l’Ente pubblico di fronte al giudice civile esponendo il calvario clinico seguito negli anni dopo l’incidente che ha visto il giovane in coma per un mese. La pronuncia del giudice Massimo Niro è fondamentale per la vita della vittima dell’incidente e per quella della sua famiglia (il padre, unico genitore rimasto, di è completamento dedicato al ragazzo rimasto invalido), ma anche un valore assoluto - sottolinea l’avvocato Gambi - perché fissa «l’indubbia responsabilità del Comune di Viareggio, in quanto Ente pubblico preposto alla custodia della strada». Tesi alla quale l’Ente - ricorda Gambi - «ha cercato in tutti i modi di opporsi durante l’iter giudiziario».
Il giudice - descrivendo i fatti ed il tratto di strada, rimasto identico alla notte dell’incidente, e riassumendo l’esito delle testimonianze - sottolinea: «Si rileva che la perdita di controllo del ciclomotore da parte di Lelli ed il conseguente urto con l’albero siano stati causati dall’avvallamento presente sul manto stradale interessato all’incidente». Per cui «quanto rilevato in senso contrario dalla polizia municipale nel rapporto prodotto in atti e confermato dal teste ufficiale della Municipale in merito all’assenza di anomalie sul manto stradale luogo del sinistro non pare idoneo a confutare quanto riferito univocamente dai testimoni oculari del sinistro, nonché confermato dalla documentazione fotografica prodotta». La sentenza è molto precisa nello stabilire che: «In particolare tale urto è stato provocato dalla posizione stessa dell’albero». Albero che, «aggetta con il tronco e con la chioma all’interno della carreggiata, presentando dunque una oggettiva e concreta pericolosità per la circolazione». Inoltre, «appare del tutto assente la relativa cartellonistica stradale di pericolo che segnali “alberi fuori sagoma”, configurandosi dunque una omissione dal parte del Comune, ente proprietario della strada, nell’apposizione della segnaletica prescritta».
Il giudice ricorda che «in virtù della custodia che il Comune è tenuto ad esercitare sulle strade di sua proprietà, quale via dei Lecci, e delle relative pertinenze di cui l’albero in questione fa sicuramente parte, è ravvisabile la responsabilità del Comune di Viareggio, ex articolo 2051 codice civile, non risultando dimostrata la sussistenza del caso fortuito». Una responsabilità che non viene meno neppure nel caso di presenza nel sangue di alcol o altro, «peraltro senza che sia stato possibile determinarne i valore» nel caso di Lelli, come sottolinea l’avvocato Gambi.
Lo stato della zona è rimasto identico alla notte dell’incidente. E singolare appare la tesi della polizia municipale viareggina per cui - si legge nella sentenza - «le condizioni della carreggiata dovevano essere certamente note al conducente, il quale risiedeva a poca distanza dal luogo del sinistro». Come a dire che chi si mette alla guida a Viareggio è bene si “stampi” in testa il percorso verso casa, buche, avvallamenti e discontinuità comprese. —
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