Sicurezza
Simoni: non è vero che la Versiliana senza me risparmia
Il neo dirigente di Fratelli d’Italia replica al coordinatore comunale di Forza Italia
L’intervento
Quattro errori. Sono quelli che Massimiliano Simoni, ex direttore artistico della Versiliana, contesta al coordinatore comunale di Forza Italia Simone Tartarini che lo ha chiamato in causa difendendo il presidente della Fondazione Alfredo Benedetti dalle critiche che gli erano state mosse dallo stesso Simoni.
«È falso - dice Simoni - che la Fondazione spenderà meno per il fatto che si è tagliata la figura del direttore artistico: quel costo, 50mila euro, c’è sempre a bilancio, ha solo cambiato denominazione, collaboratore artistico, e si chiama Massimo Martini che tra estate e inverno prenderà 20mila euro (6mila per stagione invernale più 14mila per quella estiva) per non fare praticamente nulla visto che gli spettacoli sono stati tutti appaltati alla Fondazione Toscana Spettacolo, alla Seif/Il Fatto Quotidiano e ad altri soggetti privati. Simoni nella sua direzione artistica (e quindi nel suo contratto) comprendeva: la stagione invernale teatrale, tutte le attività del Festival oltre a coordinare artisticamente il comitato Start per gli eventi culturali e “a misura di bambino” di tutto il Comune, mostre comprese. Oggi, l’assessorato alla cultura, per coprire tale vuoto, fa addirittura un bando del valore di 35mila euro l’anno. Ergo la somma delle due voci fa 55mila euro».
Il secondo errore sarebbe negli utili che deriveranno dall’accordo con Seif/Il Fatto Quotidiano: «Verranno ripartiti nella misura 60/40 (40% alla Fondazione) - afferma Simoni - e non si dice che per utili si intende quello che avanzerà dal pareggio dei costi di gestione degli incontri al Caffè e dal margine costi/incassi derivati dagli spettacoli leggeri che sarà al 100% zero».
Terza contestazione: il fatto che la stagione di prosa invernale sia stata un successo in termini di spettatori e incassi. «Non si dice - sostiene Simoni.- che si è speso più del doppio per il cachet spettacoli passando da 30.500 a 64mila circa. Ovvio che se si spende di più si comprano spettacoli di maggior richiamo. Si dirà che la spesa era al 50% con la Fondazione Toscana Spettacolo, ma lo erano anche gli incassi, quindi il risultato finale economico rispetto all’ultima stagione da me guidata non cambia».
Infine un giudizio politico: «Le persone che ancora si sentono profondamente di destra che hanno sostenuto e per ora continuano a sostenere questa amministrazione sono profondamente deluse - afferma Simoni - nell’indifferenza inconsapevole dei più, si è portato a termine un’operazione politica ben studiata, che è partita con la nomina a settembre del presidente cavalier Alfredo Benedetti, di totale svendita della stagione invernale teatrale di prosa e del Festival della Versiliana alla sinistra (Fondazione Toscana Spettacolo) e ai cinque stelle (Seif/Il Fatto Quotidiano), mascherandola come un operazione salva conti e salva Fondazione. A tanto non era arrivato neppure il sindaco Pd Lombardi, che a Il Fatto faceva fare solo la kermesse di 3 giorni di fine estate e alla Fondazione Toscana Spettacolo non aveva affidato la direzione artistica del teatro comunale, appannaggio del bravo Luca Lazzereschi». —
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