Sicurezza
Edilizia, il Comune sblocca le vecchie sanatorie giacenti
Un centinaio di pratiche di compravendita di abitazioni sono bloccate negli uffici dei notai per difformità nelle carte che potranno essere risolte
Oltre un centinaio di pratiche di compravendita di altrettante abitazioni ferme negli studi dei notai senza possibilità, al momento, di dipanare i nodi che si sono andati creando in relazione ai mancati condoni datati 1985, 1994 e 2003. Adesso l’amministrazione comunale intende sbloccare le pratiche giacenti. E lo fa portando nel consiglio comunale del 29 aprile la delibera relativa all’introduzione nel Regolamento edilizio dell’articolo 37.9 relativo al «procedimento per rettifica ed integrazione dei provvedimenti di sanatoria straordinaria». Proposta, insomma, di modifica ad un Regolamento comunale che, dunque, necessità del passaggio in consiglio.
Le pratiche giacenti - e solo quelle, perché non c’è alcuna riapertura dei termini per condoni generalizzati - potranno essere sbloccate «solo se la difformità esisteva all’epoca del condono», spiega al Tirreno l’assessore Federico Pierucci. Che sottolinea: «Si tratta della correzione di errori materiali che tengono bloccate le pratiche di compravendita delle abitazioni».
Un esempio lo propone Riccardo Pieraccini, architetto e presidente della commissione urbanistica del consiglio comunale (lista “Viareggio tornerà bellissima”): «A suo tempo ho aggiunto un volume», magari chiudendo un balcone, «ed ho presentato la richiesta di condono quando era il momento. Ma al momento di vendere la casa mi sono reso conto che, in realtà, era presente anche un altro tipo di difformità per la cui sanatoria non era stata presentata domanda alcuna. Magari perché si trattava di elementi che all’epoca non erano neppure oggetto di valutazione. Dunque, oggi, con il provvedimento che va in consiglio si dà la possibilità di correggere e condonare». A patto sia dimostrabile che si tratti di irregolarità «presenti all’epoca» e non successive all’intervento che si richiede di sanare.
Di fatto, aggiunge l’assessore Pierucci, «si consente una mera rettifica. Così da sbloccare gli atti fermi dai notai». Venendo incontro a quei cittadini che da anni stanno sbattendo la testa nel rebus dei disegni che non quadrano nelle carte relative alle proprie abitazioni.
Alla domanda del Tirreno se questo iter possa essere applicato anche alla annosa questione delle abitazioni che si trovano in via di Montramito, costruite lungo la Gora di Stiava, la risposta è negativa: «In quel caso - sono le parole dell’assessore Pierucci - si tratta di dinieghi già rilasciati dagli uffici comunali alle richieste di condono». —
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