Italia
Allarme inquinamento: distributore sequestrato
Per l’altro impianto che serve i pescatori della Marineria viareggina è stato richiesto alla Procura un provvedimento analogo. La categoria protesta
Là sotto - ad un passo dal mare aperto - ci sono 40mila litri di gasolio, contenuti nelle cisterne e collegate ai distributori: siamo sulla banchina Tistino dove la Capitaneria di porto ha sequestrato l’intera area qualche giorno fa e, successivamente, uno dei distributori di gasolio che servono i pescatori della Marineria viareggina. Centotrenta pescherecci che rischiano di dover rinunciare al carburante agevolato per legge, di impazzire per fare rifornimento con le autobotti o di doversi rivolgere ad altri porti. Perché se l’impianto della “Viareggio Petroli” è stato sigillato e reso inutilizzabile, analoga richiesta sarebbe stata avanzata alla Procura per quello che rifornisce i pescatori della Copav.
Dalla vicenda non si uscirà facilmente: a rischio c’è l’inquinamento del mare, tanto che la Procura di Lucca (pm Elena Leone) ha disposto l’installazione di panne anti inquinamento, lungo la banchina ed in mare. A prevenire qualsiasi possibile sversamento, come quello del maggio dello scorso anno, quando la Capitaneria individuò nei distributori sulla testata della banchina la possibile origine della chiazza di idrocarburi in mare.
«Gli sversamenti in quell’area si verificano almeno da dieci anni», è la voce di Mauro Balloni, titolare della “Viareggio Petroli” che gestisce - dal 2016, per conto del concessionario “Carburanti Toscana” di Livorno - il distributore finito sotto sequestro. E non è la sola voce, quella di Balloni, a confermare che il problema è noto da tempo a chi va per mare.
Oltre alle cisterne che alimentano i due distributori, in quell’area si trova una parte di impianti dismessi, per la quale ha ottenuto la concessione dalla Autorità portuali l’azienda “Termopetroli”, quasi monopolista per l’erogazione dei carburante alle imbarcazioni nel porto di Viareggio. Concessione ottenuta per installare nell’area un distributore di benzina.
Ed è proprio l’inizio di questo intervento che ha fatto scoprire lo sversamento di gasolio, il quale ha poi dato vita all’intervento della Capitaneria guidata da Giovanni Calvelli.
«Faremo tutte le verifiche del caso», è la voce di Balloni: «Anche quella su eventuali danni che possano essere stati provocati dai carotaggi». Ed è immaginabile che su questo punto si apra un contenzioso. Anche perché per tornare al pieno utilizzo degli impianti ed all’installazione del servizio di distribuzione benzina è necessario che i concessionari (non i gestori) predispongano piani di recupero e messa in sicurezza delle strutture. Solo questo può convincere gli inquirenti che ci siano le condizioni per andare verso il superamento di un problema.
Rimane, però, un disagio per i pescatori di non facile risoluzione. Tanto che la categoria avrebbe espresso l’intenzione di recarsi in Capitaneria per dimostrare tutta la propria rabbia e la propria preoccupazione. «Ora si apre una stagione importante per la pesca», ricorda Balloni che viene da generazioni di appartenenti alla Marineria. —
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