Attenzione
Dopo la diffida del sindaco torna l’archivio dei Venulei
Il Gruppo archeologico massarosese ha recuperato in un sito il materiale raccolto in anni di servizio all’area degli scavi romani
massaciuccoli.Centinaia di foto, schede, disegni dell'area archeologica di Massaciuccoli sono nuovamente disponibili e fruibili gratuitamente, grazie all'impegno del gruppo archeologico massarosese. Da qualche giorno è infatti tornato online il sito www.massaciuccoliromana.org nel quale - primo caso italiano - è raccolta e resa fruibile l'intera documentazione archeologica prodotta durante la campagna di scavi 2011-2012.
Un sito con materiale che ha rischiato di andare perduto quando nel 2017, il Comune di Massarosa non ha provveduto a rinnovare la proprietà del dominio, lasciando che altri se ne impadronissero. Fu allora che il gruppo archeologico massarosese, di concerto con l'amministrazione, si offrì di acquistare a proprie spese un nuovo dominio in cui riversare il contenuto del sito originale, così da evitare che il valore scientifico e culturale di quel patrimonio andasse perso.
Qualche mese fa, però, il Comune attraverso la propria avvocatura ha provveduto a far recapitare al gruppo archeologico un atto di diffida formale, in cui si intimava di cessare l'attività del sito, poiché c’erano «informazioni false e immagini di proprietà del Comune».
«Sebbene un atto di diffida di un'amministrazione con cui abbiamo collaborato serenamente per anni sia stato un gesto estremamente duro e per noi ancora inspiegabile - spiega Andrea Samueli, neo presidente del Gam - abbiamo preferito far prevalere sul dispiacere il senso civico del nostro impegno e così abbiamo lavorato per restituire a tutti i contenuti del sito. Abbiamo dovuto incaricare un webmaster per eliminare tutti gli elementi che avevano motivato la diffida (essenzialmente il logo ufficiale dell'area e le informazioni sull'orario di apertura al pubblico, ndr) ma almeno tutti adesso possono fruire nuovamente del sito. Da archeologo credo che il valore dei dati contenuti nel sito sia enorme e sia un bene comune, noi dovevamo fare tutto il possibile affinché la comunità scientifica e i cittadini non dovessero subire le conseguenze di un atto puramente politico». —
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