Toscana
Al Triangolino da 6 anni rifiuti da rimuovere su ordine dei carabinieri
VIAREGGIO. La prima ordinanza del Comune di Viareggio è del 28 novembre 2017: al Triangolino c’è ancora «un deposito dei materiali di scavo classificati quali rifiuti speciali non pericolosi ad oggi ancora presenti nei luoghi». Nel 2013 parte del Triangolino era stata sequestrata dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Firenze: all’epoca i militari trovarono circa 500 tonnellate di rifiuti composti da materiali di risulta da attività edili.
Inoltre - così contesta l’ordinanza del Comune di due anni fa - al Triangolino era presente «una recinzione lato sud della concessione, in corrispondenza del nuovo confine individuato, con costruzione di un manufatto emergente circa 30 centimetri dal terreno, sormontato da grigliato metallico elettrosaldato per una altezza totale di circa 3 metri e una lunghezza di circa 150 metri non lineari». Manufatto considerato come «realizzazione di una innovazione non previamente autorizzata».
L’ordinanza del Comune (dirigente Fabrizio Petruzzi) fa espresso riferimento alla “Richiesta emissione provvedimento” del Comando carabinieri per la tutela dell’ambiente-Nucleo operativo ecologico di Firenze, arrivata in Municipio il 22 novembre 2017 dalla quale risultava che «l’Arpat di Lucca effettuava in data 14 ottobre un ulteriore sopralluogo “constatando ancora la presenza di cumuli di rifiuti oggetto dei precedenti interventi”». Il Comune ordina «la rimozione dei rifiuti speciali» e «la demolizione delle opere, in quanto in assenza di titoli». L’ordinanza è stata trasmessa ai carabinieri del Noe, alla Autorità portuale regionale, all’Agenzia doganale di Viareggio, alla Capitaneria di Viareggio, all’Agenzia del Demanio,
Il primo marzo 2018 il Comune emana una nuova ordinanza. Sull’area del Triangolino niente è stato fatto dal novembre dell’anno precedente. L’allora liquidatore della Viareggio Porto chiede la proroga di 60 giorni rispetto ai termini previsti dall’ordinanza del 017, con scadenza - appunto - il primo marzo 2018. Una proroga necessaria ad ottenere «le autorizzazioni all’effettuazione della spesa conseguenti alla esecuzione degli interventi ordinati».
Oggi, due anni e mezzo dopo la prima ordinanza, il rispetto della stessa viene inserito come impegno che i partecipanti all’asta della Viareggio Porto devono fare propri. Con buona pace dell’ambiente ad un passo dal mare, in pessime condizioni almeno dal 2013. —
D.F.
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