Toscana
Mugnaini: «Amareggiato e offeso da chi ha banalizzato la mia opera»
Parla l’artista versiliese criticato per “L’Albero della Vita”: «Non è vero che somiglia al Prezzemolo di Gardaland»
L’INTERVISTA
«Dopo 40 anni che faccio questo lavoro è avvilente vedere accostare una tua opera a un qualcosa che non hai mai visto prima. Talvolta, banalizzando o irridendo, si mortifica la vita professionale e umana di una persona. Non mi sembra giusto». Sono parole amare quelle di Walter Mugnaini, artigiano e artista versiliese, autore dell’Albero della Vita: scultura in acciaio e bronzo, esposta nell’atrio del municipio: opera che ha ispirato il progetto – con tempistiche e costi ancora oggi da definire – di una struttura in metallo, alta 30 metri, dalle parti di Fiumetto. Quella stessa struttura che il sindaco Alberto Giovannetti ha già etichettato come “la nostra torre Eiffel”. Mugnaini, però, vuole tenersi a distanza dalle polemiche inchiostrate di politica e contraddittori inveleniti: «Il mio mestiere è un altro: ringrazio il Comune per l’opportunità che mi è stata data. Il resto si vedrà».
Com’è nata questa opera?
«Ho lavorato quasi un anno al concetto artistico e scientifico di una scala che si snoda fra spazio e tempo. Questi gradini che si inerpicano per poi tornare al punto di partenza vogliono dare un messaggio di infinito. Non è stato facile realizzarla e ovviamente, nell’assemblarla, ho fatto tutto da solo».
C’è però anche la firma di Tiziano Lera in questa opera: com’è nata la vostra collaborazione?
«L’albero, la struttura che supporta la scala, è un’idea di Lera. Idea che ho subito condiviso anche perché da artista-botanico, amante della natura e della scienza, realizzo alberi da sempre: molti di questi sono in esposizione, a Lido di Camaiore, nel mio studio».
Veniamo al punto: diverse persone hanno fatto notare che il suo albero della vita ha una certa rassomiglianza con un altro albero piuttosto noto, quello di Prezzemolo, a Gardaland: cosa risponde?
«Come le ho detto io di questo Prezzemolo neanche conoscevo l’esistenza: una volta lette le critiche sono andato a guardare qualche foto. Premesso che le palle del giocattolo di Gardaland sono frutti, mentre nella mia opera rappresentano atomi e galassie, non riscontro similarità particolari. La verità è che realizzo da artigiano alberi in opere d’arte da decenni: ho così trovato offensivo etichettare il mio lavoro come copiato o ispirato da qualcosa che non mi appartiene».
C’è chi definisce il progetto in questione irrealizzabile, su larga scala, dalle parti di Fiumetto, irrealizzabile e fuori luogo: il suo pensiero?
«Certo che è realizzabile. E anche dal punto di vista turistico mi sembra qualcosa di importante. Un albero, incorniciato da una scalinata, realizzata in acciaio, con protezioni laterali, un delfinario dove sembrerà di passeggiare nel vuoto ed una visuale unica dalla sommità dei 30 metri dove sarà possibile, grazie a cannocchiali, ammirare le bellezze e la storia delle nostre montagne, del mare, mi sembra qualcosa di importante e unico per Marina e tutta la Versilia. Non bisogna dire no a prescindere: è necessarioconfrontarsi, ma anche guardare oltre. Rispetto da sempre la natura e non avrei mai detto sì a qualcosa di potenzialmente dannoso per il nostro ambiente. Detto ciò, continuerò a realizzare alberi lavorando il ferro e altre opere d’arte: perché sono la mia vita. Da sempre». —
Luca Basile
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