Gioco
In mostra a Brooklyn con la sua arte “green”
Terza personale negli Usa per l’artista Angelica Bergamini L’ha realizzata utilizzando materiale di scarto di altri lavori
VIAREGGIO. Il motto è: “Ricicla, riusa, ricrea”. Nella prossima mostra di Angelica Bergamini tutto si ricollega al pianeta e alla sua salvaguardia. A partire dal materiale e dalle modalità con cui vengono realizzate le opere che di essa fanno parte. Si chiama “From the City to the Cosmos” e sarà visitabile da domani al 14 maggio alla Ground Floor Gallery di Brooklyn, a New York.
Trattasi della terza personale dell’artista viareggina negli Stati Uniti dopo “Conscious” (2016) e “Whispers” (2018), entrambe allestite alla Ivy Brown Gallery. La mostra richiama al passato (di Angelica) e nel contempo guarda al futuro (del mondo). Sarà infatti composta da due serie distinte di opere, “New York” e “Originem”, ispirate una alla Grande Mela, l’altra al cosmo («sono due paesaggi differenti, un passaggio dall’infanzia all’emigrazione, dal particolare all’universale»), temi dominanti delle rispettive esposizioni del 2005 e nel 2018, create con scarti di precedenti lavori. Come la terza “solo” (come direbbero gli americani) dell’artista viareggina, la cui apertura è fissata per Pasquetta, in occasione dell’Earth day (il giorno della terra), collocazione temporale consapevole, rafforzativa del messaggio che lei stessa vuole veicolare. «Verrà utilizzato soltanto materiale riciclato – racconta Angelica –: “Originem” è un insieme di mixed media che traggono spunto dal Cosmos, realizzati con i resti di vari tipi di carta di cui non mi sono servita per “Whispers from the Cosmos”. Li ho comunque conservati, sapendo che mi sarebbero tornati utili».
L’inclinazione al recupero e al successivo riutilizzo del materiale identifica un tratto distintivo caratteriale ed artistico di Angelica. «Ho sempre cercato di salvare quanti più ritagli possibili, sin da quando studiavo all’Accademia di Belle Arti a Firenze». La serie “New York” – composta proprio con quei resti di carta nel 2005, quando il suo capitolo di vita americano era appena iniziato – rappresenta la prima traduzione concreta di tale attitudine ed ora si appresta ad evolversi. «Diverrà un progetto condiviso, con il coinvolgimento di diversi artisti di Brooklyn: potranno portare alla galleria gli scarti delle loro opere con cui io ne produrrò di nuove, che saranno proposte il 14 maggio, giorno di chiusura della mostra. Ogni lavoro porterà sia il mio nome, sia di chi ha donato la carta. L’idea è formare una comunità, stabilire connessioni ponendo al centro la tutela dell’ambiente».
Tematica a cui Angelica Bergamini è talmente sensibile, al punto che, annuncia, «parte del ricavato sarà devoluta alla 350.org, una delle principali organizzazioni internazionali di mobilitazione contro il cambiamento climatico». Durante la mostra l’artista viareggina indosserà una maglia, da lei stessa realizzata,con su scritta la frase dell’astrofisico Neil deGrasse Tyson: «We are all connected; To each other, biologically. To the earth, chemically. To the rest of the universe atomically». Traduzione: «Siamo tutti connessi; l’un l’altro, biologicamente. Alla Terra, chimicamente. Al resto dell’universo, atomicamente». Per il 18 maggio è inoltre in programma una manifestazione di protesta sulla spiaggia di Rockaway Beach (la New York balneare), promossa proprio dall’associazione 350.org. —
Gabriele Noli
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