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SICUREZZA 

«Vogliamo una pineta più sicura anche di sera»

M.C.
«Vogliamo una pineta più sicura anche di sera»

Gli abitanti della zona riconoscono che negli ultimi anni i controlli  sono stati intensificati ma il parco non è ancora fruibile come vorrebbero

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viareggio. I controlli delle forze dell’ordine, dicono tutti, sono aumentati. E i risultati, pure, si vedono. Ma la pineta di Ponente non è ancora quel parco urbano che tutti i cittadini sognerebbero, pulito, ordinato, fruibile notte e giorno senza l’ansia di calpestare una siringa o incrociare uno spacciatore o peggio ancora una rissa. «L’altro giorno, in pieno pomeriggio, due, credo tossici, si sono picchiati. C’erano ambulanze e la polizia. Non se ne può più di queste scene», racconta ai cronisti Marina Bertolaccini, che ieri mattina è passata dal bar Lencioni, in via Fratti, dove era in corso il caffè Tirreno.

Inevitabilmente, vista la vicinanza, uno dei leitmotiv degli interventi dei cittadini è stata la pineta, con le sue bellezze e i suoi lati negativi, soprattutto quelli negativi. «È una questione quasi estetica, io non mi sento insicuro quando chiudo l’edicola. Ma è brutto vedere questo parco in degrado, che si riempie di spacciatori la notte», spiega Carlo Mosa, edicolante da quindici anni in via Fratti, accanto al Tabarracci. «È molto migliorata, ma i problemi rimangono sempre gli stessi», spiega invece Chiara Cecchini, mamma di tre figli, che nel quartiere c’è cresciuta, anche se adesso vive a Torre del Lago.

«Sa, io non frequento la pineta di notte, quindi non posso dire se sia sicura o insicura. Di giorno non vedo pericoli. L’unico problema è la sporcizia che lasciano alcuni frequentatori. Nella pineta, come in altre zone della città. È un tocco di degrado che non mi piace», dice invece Enrico Laffi, uno dei primi a fermarsi all’iniziativa del Tirreno. Suo figlio Luca, chef, da anni vive a Parigi e «quando torna – racconta lui – mi dice sempre: “Viareggio non è più come una volta”. Trova che sia più decadente, che sia abbandonata un po’a sé. Noi, vivendo qui, magari, ci siamo abituati».

Secondo Carlo Catelani «bisognerebbe rendere la pineta ancora più sicura. Io abito qui vicino e la sera ci sentiamo confinati nelle strade interne. A volte abbiamo paura anche in quelle. I controlli delle forze dell’ordine ci sono, ma vorremmo che fossero ancora più efficaci».

Annamaria Frati e Giampiero Cuccagna, invece, sono grossetani ma hanno una casa nelle vicinanze della Pineta. Trascorrono molto tempo a Viareggio: «Abbiamo notato negli ultimi anni un po’di decadenza: la città è sporca e il livello delle attività si è abbassato molto. Via Fratti, poi, ad eccezione della mattina quando ci sono gli ambulatori aperti, è deserta. Una volta era difficile parcheggiarci perché c’erano un sacco di attività. A chiudere il quadretto la Pineta, soprattutto in questa zona è molto mal frequentata». Grazia Malfatti aggiunge che: «Abito in via Pacinotti, ma prima vivevo qui in via Fratti e conosco la zona. Noto passeggiando tra le strade della città che c’è molto degrado. Una volta ero fiera di dirmi viareggina ma adesso non più. La pineta è poco sorvegliata». Luca Brocchini, infine, chiede che «il laghetto dei cigni venga salvaguardato e non ci venga gettata sporcizia, dal momento ci sono persone che si sacrificano per prendersene cura». —

M.C.

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