Il Tirreno

Versilia

Sos del quartiere Marco Polo e del centro: via quell’antenna

Matteo Tuccini
Sos del quartiere Marco Polo e del centro: via quell’antenna

I residenti temono rischi per la salute loro e di figli e nipoti «La localizzazione scelta è discutibile e da rivedere»

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«Voglio che lo scriviate a chiare lettere, in prima pagina: noi quell’antenna non la vogliamo». Non sono ancora le 10 e Margherita Giannecchini è la prima a presentarsi al Caffè Tirreno, l’incontro con i lettori che si è tenuto ieri mattina al bar Lencioni in via Fratti.

È uno dei temi del momento: sabato scorso c’è stato anche il presidio di protesta contro il nuovo ripetitore per cellulari piazzato al cimitero. Un’antenna che spaventa il quartiere Marco Polo, ma anche il centro città. «Per me è un mostro – continua Margherita Giannecchini, che abita proprio in centro – Quando l’ho vista sono rimasta impressionata. Vorrei capire come si è arrivati a questa scelta, chi abbia convinto il Comune che quella fosse la sede giusta. Le mie nipoti abitano lì vicino e io ho paura per loro, per la loro salute. Cosa dico a chi si lamenta perché il cellulare non funziona? Si arrangi».

Anche Gabriella Regoli e Maria Grazia Lazzari hanno molte perplessità «sulla decisione di piazzare un ripetitore così vicino alle case e a una scuola», dicono. «Sappiamo – dice Gabriella – che è molto potente e che ha una tecnologia 5G. Più le emissioni sono forti e più questo ci spaventa». Secondo Maria Grazia «è logico che un’antenna vada piazzata da qualche parte, ci rendiamo conto che non è sempre possibile dire no. Ma questa localizzazione ci sembra discutibile e dovrebbe essere rimessa in discussione dal Comune».

Tanti i temi toccati al Caffè Tirreno, oltre all’antenna. «Anche la pulizia è una questione importante – afferma Maria Grazia – Invito il sindaco, che stimo dal punto di vista della gestione complessiva della città, a girare di più a piedi per Viareggio. Si accorgerebbe delle condizioni disastrate di certi marciapiedi come questi in via Fratti e della sporcizia. Ci sono viareggini che puliscono il tratto davanti casa, ma serve collaborazione anche dai residenti».

Dal centro città alle periferie, non solo in senso figurato. Silvia Marchetti, residente al Varignano e nostra affezionata lettrice, chiede una revisione della mobilità che permetta alla città di migliorare i collegamenti interni. Valorizzando bus e biciclette. «Abitiamo al Varignano e ne siamo orgogliosi, è un quartiere fatto di famiglie perbene e vi invitiamo come giornale a ricordarlo più spesso – dice Silvia – In estate sfruttiamo molto la bicicletta per venire in centro città, ma è un po’ pericoloso. Ci piacerebbe una pista ciclabile che porti dalla periferia al centro, sfruttando soprattutto la zona nuova del centro commerciale Burlamacca. Realizzando, magari, il sottopasso di collegamento con i quartieri Darsena ed ex Campo d’Aviazione». Silvia vorrebbe anche un servizio bus diverso: «Abbiamo la fermata davanti casa, basterebbe allestire un servizio navetta con un biglietto più elastico e magari anche meno caro della sosta a pagamento. In questo modo si scoraggerebbe l’uso dell’auto e si toglierebbe pressione di traffico dal cuore della città». Il figlio di Silvia, invece, chiede una soluzione per lo stadio dei Pini: «Faccio atletica e oggi ci arrangiamo correndo in pineta, oppure andando una volta a settimana a Camaiore. Riaprite lo stadio anche per noi ragazzi che facciamo sport, grazie».

A proposito di giovani, così i titolari del Caffè Lencioni: «Organizzeremo ancora serate con la musica. Perché è l’unico modo di tenere viva questa zona», raccontano, soddisfatti del mercoledì all’insegna del “Il bello delle donne”, titolo dell’evento. «Quando la domenica siamo chiusi la gente del quartiere ci racconta che qui è un mortorio», sottolineano i baristi di una via Fratti dove ha chiuso anche la storica rosticceria “Tamara”. —

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